Associazione Yairaiha ONLUS
  • Home
  • L'associazione
  • Progetti
  • Iniziative
  • Carceri
  • Lettere
  • Links
  • Podcast
  • Contattaci
  • Archivio

Stefano anastasìa, garante dei diritti dei detenuti del lazio: "il carcere non si salva da solo"

Dettagli
07 Ottobre 2024

www.garantedetenutilazio.it - 7/10/24 "Il sistema penitenziario italiano sembra precipitato in una crisi senza vie d’uscita: le presenze in carcere aumentano costantemente, e quindi conseguentemente il sovraffollamento, l’indegnità delle condizioni di detenzione e la sofferenza dei detenuti, l’insufficienza e la frustrazione del personale, le proteste, gli atti di autolesionismo e i suicidi. Il Governo ignora o sottovaluta quello che sta accadendo, che è ormai sotto gli occhi di tutti, perché è parte del suo programma: “garantisti nel processo, giustizialisti nella pena” dicevano in campagna elettorale, e il giustizialismo nella pena oscilla tra la sua “certezza” detentiva e il “buttare via la chiave”, con buona pace dei progetti di rieducazione e reinserimento attraverso il lavoro che il capo dell’Amministrazione penitenziaria ha messo allo studio con il Cnel. Se il carcere è programmaticamente il contenitore della marginalità sociale, neanche i campi di lavoro forzato saranno in grado di disciplinare e, forse, rendere produttivo un esercito di tossici, malati di mente, senza fissa dimora e manovalanza criminale privi di una prospettiva di reinserimento sociale in condizioni di autonomia e legalità. Certo, la crisi del carcere viene da lontano, forse addirittura da quella sua originaria ipocrisia che ha da sempre confuso contenimento, disciplina e “rieducazione”. Ma c’è poi una crisi che viene da più vicino, e che si inscrive in quella del modello europeo di stato sociale all’interno dei regimi di democrazia costituzionale.

Leggi tutto …

Genova. detenuto denuncia: “pestato dagli agenti di polizia penitenziaria”

Dettagli
07 Ottobre 2024

genovatoday.it, 7 ottobre 2024 Ad assistere sarebbe stato anche il suo avvocato. Presentati due esposti in Procura, uno dal Garante dei detenuti della Regione. Un venticinquenne ha denunciato di essere stato brutalmente pestato da alcuni agenti di polizia penitenziaria all’interno del carcere di Marassi, dove è detenuto. Pestaggio che sarebbe avvenuto davanti agli occhi del suo avvocato, che ha presentato un esposto in procura. I fatti risalgono allo scorso 3 ottobre, giorno in cui l’avvocato era atteso in carcere per un colloquio con il suo assistito che si trova a Marassi dallo scorso agosto per reati di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

Leggi tutto …

Calabria. carceri in situazione critica, il garante regionale chiede aiuto in senato

Dettagli
06 Ottobre 2024

cn24tv.it, 6 ottobre 2024 "Nei giorni scorsi il Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Luca Muglia, è stato audito davanti alla Terza Commissione “Sanità, Attività sociali, culturali e formative” del Consiglio regionale sulle criticità che riguardano lo stato delle carceri in Calabria. L’audizione si è tenuta a seguito di una nota del Garante che, contestualmente al deposito della Relazione semestrale 2024 aggiornata al 31 luglio scorso, aveva richiesto al Presidente della Terza Commissione Consiliare, Pasqualina Straface, di essere ascoltato. Oltre a fare il punto sui diversi interventi in materia penitenziaria della Regione concretizzatisi negli ultimi due anni (cabine di regia degli assessorati, tavoli tecnici sulla sanità, provvedimenti normativi) e sulle iniziative realizzate dall’Ufficio del Garante, l’attenzione si è poi focalizzata sulle principali lacune del sistema penitenziario calabrese. Nei giorni successivi Muglia si è rivolto anche alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, presieduta dall’Onorevole Stefania Pucciarelli, lamentando la presenza di schermature in plexiglass sulle sbarre delle finestre delle camere detentive presso alcune sezioni delle Case circondariali di Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia. In precedenza l’Ufficio del Garante aveva richiesto più volte al DAP la rimozione di tali schermature, segnalando le palesi violazioni di alcune norme dell’Ordinamento penitenziario.

Leggi tutto …

Vicenza. suicidio in carcere: cella posta sotto sequestro, disposta l’autopsia

Dettagli
06 Ottobre 2024

Corriere del Veneto, 6 ottobre 2024 La cella del carcere “Del Papa” in cui lo scorso venerdì è stato trovato il corpo senza vita di un ventiquattrenne di nazionalità marocchina, la nona vittima delle prigioni venete in questo 2024, è stata posta sotto sequestro. Sulla salma del giovane sarà effettuata l’autopsia, anche se le cause della morte del detenuto, arrestato con l’accusa di stalking nei confronti di una minorenne, appaiono fin d’ora evidenti. Il giovane è stato trovato senza vita in cella, non ci sarebbero dubbi sul fatto che si tratti di un suicidio. La procura di Vicenza, però, ha aperto un fascicolo che al momento non vede alcun nome iscritto nell’elenco degli indagati. La pm Maria Elena Pinna vuole escludere che vi sia una qualsivoglia responsabilità da parte di terzi." Barbara Todesco

Leggi tutto …

A verona premiazione dei vincitori del concorso letterario “carlo castelli”, riservato ai detenuti

Dettagli
06 Ottobre 2024

t, 6 ottobre 2024 "Con la cerimonia di premiazione che si è tenuta ieri nella Casa circondariale di Verona Montorio e l’incontro sul tema “Dialogo: dopo il reato”, in programma oggi, 5 ottobre, dalle 10 al teatro Nuovo San Michele, si conclude a Verona la XVII edizione del Premio Letterario “Carlo Castelli” riservato ai detenuti delle carceri italiane. Organizzato dalla Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV - Settore Carcere e Devianza, il premio ha scelto quest’anno un tema complesso e quanto mai attuale: “Perché? - Ti scrivo perché ho scoperto che c’è ancora un domani”. “Nel cuore di ogni persona si nasconde una storia, un intreccio di esperienze e sentimenti che nella scrittura trova il suo più profondo strumento di espressione” afferma la presidente della Federazione, Paola Da Ros, nell’introduzione della raccolta antologica dei testi che hanno partecipato al concorso. In questa edizione si è chiesto di declinare il racconto del proprio vissuto nel senso della speranza di una possibilità di riscatto e di un nuovo inizio.

Leggi tutto …

Lodi. dramma in carcere: muore un detenuto 30enne, forse una emorragia interna

Dettagli
06 Ottobre 2024

Il Cittadino, 6 ottobre 2024 "La vittima era entrata da pochi giorni in via Cagnola. La denuncia del segretario provinciale del Pd Andrea Ferrari. “In carcere si muore. Anche a Lodi nella Casa circondariale questa notte è morto un ragazzo”. La denuncia arriva da Andrea Ferrari, storico volontario della casa circondariale di via Cagnola, nonché segretario provinciale del Partito Democratico, che oggi, sabato 5 ottobre, ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook.

Leggi tutto …

Di carcere si muore sempre di più: il 2024 è già quello peggiore

Dettagli
05 Ottobre 2024

I dati su detenute e detenuti morti in carcere alla data del 5 ottobre 2024 parlano chiaro: in carcere si muore sempre di più. E il disegno di legge 1660, attualmente all'esame del senato, contirbuirà a far crescere questi drammatici dati  in maniera esponenziale. Esaminando i dati dal 2000 al 2024, forniti da Ristretti.it, vediamo che il totale dei decessi ammonta a 1.789 per suicidio, e 2.998 per "altre cause": malattia, overdose, omicidio, cause da "accertare": in totale 4.796. Se il 2022 è stato sino ad ora l'"annus horribilis" - 171 decessi: 84 suicidi e 87 morti per "altre cause" - l'anno in corso lo ha purtroppo già superato: 74 suicidi, compreso 1 suicidio avvenuto nel CPR di Roma, e 108 per altre cause: 182 in totale. E mancano ancora 87 giorni alla fine dell'anno, anche se ovviamente ci auguriamo che i dati restino quelli sopra esposti.

Leggi tutto …

Filodiritto.com - trenta nuovi reati nel decreto sicurezza

Dettagli
04 Ottobre 2024

4 ottobre 2024 - La sconfitta della politica che non sa leggere e governare la società Il 18 settembre la Camera ha approvato il disegno di legge “Sicurezza”, presentato dal governo Meloni a gennaio e ora all’esame e approvazione del Senato, che propone di introdurre una trentina tra nuovi reati, aggravanti, sanzioni e ampliamenti di pena. Nel dettaglio in carrellata: Il nuovo reato sul terrorismo Viene introdotto il nuovo reato nel codice penale, che punisce la “detenzione di materiale con finalità di terrorismo”. Chi si procura o detiene del materiale con le istruzioni per preparare o usare esplosivi, armi da fuoco o sostanze chimiche e batteriologiche con «finalità di terrorismo» è punito con il carcere da due a sei anni. Viene inoltre ampliato il reato di “fabbricazione o detenzione di materie esplodenti”, reato già previsto e che con le novità contenute nel disegno di legge, prevede il carcere da sei mesi a quattro anni per chi pubblicizza istruzioni per preparare esplosivi. In un momento in cui il contesto internazionale vive la tensione dei conflitti si introduce una fattispecie di difficile declinazione con l’evidente spirito di deterrente ma senza una effettiva verifica circa la portata di una percezione rimasta tale.

Leggi tutto …

Kento, il rapper militante che usa l’hip hop per “far uscire” i giovani dal carcere

Dettagli
11 Aprile 2024

Italiachecambia.org - 11 aprile 2024. Un articolo di "Abbiamo chiacchierato a lungo con Kento – all'anagrafe Francesco Carlo –, rapper reggino che da anni porta la sua arte nei carceri minorili italiani. I temi dibattuti? Il senso della pena detentiva, il rapporto fra giovani e musica, l'educazione, il divario generazionale, le sue fonti d'ispirazione, fino al contesto sociale e familiare calabrese. Reggio Calabria -  è un rapper militante, calabrese di Reggio e romano d’adozione.

Leggi tutto …

Il potere e la nuda vita carceraria

Dettagli
15 Marzo 2020

Associazione Yairaiha Onlus·Domenica 15 marzo 2020 L’improvviso e drammatico esplodere della crisi sanitaria del coronavirus ha investito, e non poteva essere diversamente, anche le carceri italiane, che hanno pagato un doloroso pedaggio di 14 morti al panico morale verificatosi in seguito all’emergenza e alle misure varate dal governo in materie di carcere. Il problema, come al solito, è quello della repressione e del contenimento, di cui i detenuti, per la loro condizione, sono i primi a subire le conseguenze. L’emergenza sanitaria, quindi, sortisce l’effetto non solo di rafforzare il neo-liberismo, ma anche lo stato d’eccezione, a spese dei più deboli. Da parte nostra, pensiamo che i detenuti abbiano le loro ragioni, e che bisognerebbe lavorare per trovare risposte altre dalla repressione. Ma che, d’altra parte, i rapporti di forza esistenti a livello politico e sociale, fanno sì che l’esito non possa essere che quello attuale.

Leggi tutto …

Pagina 3 di 3

  • 1
  • 2
  • 3
Il mio blog

Login Form

  • Password dimenticata?
  • Hai dimenticato il tuo nome utente?
  • Accesso