Associazione Yairaiha ONLUS
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Emergenza covid ha fatto esplodere tutta la brutalità insita nel carcere in sé

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08 Giugno 2025

Carcere e diritti, associazione Yairaiha: "L'emergenza Covid ha fatto esplodere tutta la brutalità insita nel carcere in sé" 514 Views di Katya Maugeri  Sicilianetwork «Non sempre è facile veicolare messaggi di solidarietà nella società, ancor più quando si parla di determinate categorie sociali. I detenuti sono visti con molta diffidenza, si presuppone che “se stanno in carcere qualcosa devono aver fatto”». Ci racconta Sandra Berardi, presidente dell’associazione Yairaiha che da anni è impegnata a divulgare solidarietà sociale. I sentimenti che accompagnano la maggior parte della società, verso chi sta in carcere, sono intrisi di pregiudizi e da una buona dose di “retorica della colpa” secondo la quale chi delinque lo fa perché è nato delinquente e vuole delinquere. «Periodicamente organizziamo incontri tematici in collaborazione con le università – continua Sandra Berardi – le camere penali, circoli culturali, ultimamente anche online, e riscontriamo un grande interesse anche tra la gente “comune” non solo tra gli addetti ai lavori, tra gli studenti o tra i familiari.

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Ostatività, diritto alla salute ed emergenza sanitaria

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07 Giugno 2025

Il decreto Cura Italia in materia penitenziaria del governo italiano mentre finge di affrontare il rischio epidemico nelle carceri, in realtà vuole solo abbandonare a se stessa, e al contagio, una parte della popolazione detenuta, rinnegando per l'ennesima volta i principi costituzionali ed internazionali in materia di diritti umani in nome di una concezione solamente retributiva della pena. Un decreto emergenziale, che avrebbe dovuto rendere più facili le scarcerazioni, per far fronte al gravissimo rischio di una mortale epidemia nelle carceri, si sono introdotte rigidità tali da rendere spesso più favorevoli le norme preesistenti. Da una parte, in piena emergenza pandemica, limita la possibilità di accedere a misure domiciliari in base al titolo del reato e alla quantità di pena residua; dall’altra lascia alla discrezionalità del singolo magistrato di sorveglianza di decidere sui casi che non rientrano nei parametri, strettissimi, stabiliti dal decreto. Riteniamo, infatti, che precludere a priori la possibilità di accedere alla detenzione domiciliare ai detenuti in base al titolo del reato, o della quantità di pena residua, sia miope e mette a serio rischio contagio una parte considerevole della popolazione detenuta che presenta diversi fattori di rischio tra cui l’età, le patologie e gli anni di carcerazione pregressi. Anziani, ammalati e detenuti di lungo corso costituiscono la parte più fragile della popolazione detenuta.

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They can’t breathe too

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06 Giugno 2025

Si chiamavano Artur, Salvatore, Ghazi, Haitem, Hafedeh, Ben Mesmia, Alì, Agrebi, Ariel, Rouan, Marco, Carlo Samir, Ante. A differenza di George Floyd, barbaramente assassinato da un poliziotto a Minneapolis, non abbiamo (o forse non avremo mai) riprese video di come siano morti, degli ultimi minuti, degli ultimi respiri delle loro vite. Non sappiamo e forse non sapremo mai se sia stato un ginocchio sul collo o una scarica di calci, pugni, manganellate o altre sevizie ad ucciderli; ma possiamo immaginare che abbiano implorato il loro/i loro aguzzino/i di smettere, di non ucciderli; possiamo immaginare lo stesso terrore che abbiamo potuto vedere sul volto di George Floyd, attraversare i loro volti; possiamo immaginare che anche loro, negli ultimi istanti prima di morire, non riuscissero più a respirare. Eppure sono morti nel silenzio pressoché totale. Peggio della loro morte, per certi aspetti, è l'indifferenza generale che li ha avvolti e, un minuto dopo, già dimenticati.

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Virus behind bars

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05 Giugno 2025

In the last two months our life has changed deeply. Fear for an invisible, deadly and intrusive enemy has added to everyday worry about the future. Moreover, this fear is continuosly feeded by the precautionary measures of social distancing, the ban on unurgent displacements, personal hygene and respirators. Maybe these measures are legitimate, of course they are advisable for healthcare, but they are inadequate to stop fear of contagion. Outwardly, during these months, Italy has switched off herself: only needful activities have been carrying on and prisons, residential houses, hospitals too.

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Se la giustizia sociale viene confusa con il giustizialismo

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04 Giugno 2025

Negli ultimi 40 anni la popolazione carceraria a livello mondiale, e quella sottoposta a misure di prevenzione e/o sorveglianza, tranne poche eccezioni, è più che triplicata. Nell’ultimo decennio, sempre a livello globale, stiamo assistendo ad un aumento delle disuguaglianze e, parallelamente, ad un aumento della violenza, per le quali le uniche risposte elaborate dai governi sono state in chiave sanzionatoria e repressiva a cui fanno seguito misure privative della libertà personale. È un fenomeno dibattuto poco e male all’interno delle formazioni politiche di movimento e delle sinistre partitiche dove prevalentemente si tende ad analizzare, ed eventualmente a solidarizzare, con alcune “parti” specifiche delle diverse soggettività destinatarie dell’azione punitiva e sanzionatoria. Assistiamo quindi ad una solidarietà diffusa verso quelle che si considerano le categorie sociali più deboli o di maggior interesse collettivo o, ancora, verso quei soggetti di minore problematicità nel sentire comune che mettono al riparo da possibili critiche, ad esempio i migranti o gli occupanti abusivi. Le azioni/manifestazioni di solidarietà a specifiche categorie sociali e contro particolari provvedimenti (ad esempio i pacchetti sicurezza in Italia) si limitano a mettere in discussione alcune scelte politiche ma non l’evoluzione pan-penalistica della governance a livello nazionale e globale.

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Carceri e torture: tre giorni di dibattiti su ergastolo e 41 bis

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03 Giugno 2025

Quicosenza  Ott 08, 2019 La Corte europea per i diritti dell’uomo ha sancito che il fine pena mai è un trattamento inumano e degradante COSENZA – Temi spinosi quali il superamento dell’ergastolo ostativo e del regime di 41 bis devono entrare nel dibattito comune prima ancora che nelle aule parlamentari ed in quelle dei tribunali. Con le tre, diverse, iniziative che si terranno a partire da domani mercoledì 9 ottobre fino a venerdì 11 ottobre in Calabria, rispettivamente a Cosenza, Reggio Calabria e Catanzaro, in collaborazione con le camere penali, si approfondiranno i meccanismi dell’ostatività cercando di sfatare i tanti luoghi comuni allarmistici che stanno occupando il dibattito politico delle ultime ore, con il chiaro obiettivo di condizionare le decisioni che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (in merito al ricorso presentato dall’Italia avverso la “sentenza Viola”) e la Corte Costituzionale (sul caso Cannizzaro) sono chiamate a prendere. «Negli ultimi anni – si legge in una nota dell’associazione  – già diverse sentenze emesse dalla Cassazione piuttosto che da singoli, coraggiosi, magistrati di sorveglianza, applicando quanto già contenuto nella stratificazione di norme relative al contrasto delle organizzazioni criminali e terroristiche, avevano riconosciuto la pretestuosità della preclusione automatica ai benefici per i condannati ai sensi del 4bis, riconoscendo il diritto a vedersi riconosciuti i benefici richiesti. Ma le sentenze emesse dai singoli magistrati di sorveglianza o dalla Cassazione pur costituendo importante letteratura giurisprudenziale sono vincolati esclusivamente per il caso specifico sul quale si pronunciano. Con la sentenza “Viola contro Italia”, il 13 giugno del 2019, la Corte europea per i diritti dell’uomo ha sancito che il fine pena mai senza possibilità di revisione alcuna è un trattamento inumano e degradante.

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Le fake news del carcere italiano che nessuno può smentire

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02 Giugno 2025

Negli ultimi anni sembrano essersi moltiplicati gli episodi di aggressioni nelle carceri ai danni del personale di polizia penitenziaria. Nell’ultimo anno, in particolare, non passa giorno senza che esca un comunicato a firma di un qualche sindacato di polizia penitenziaria in cui vengono denunciate violenze e aggressioni ai danni degli agenti o, addirittura, tentativi di rivolte dei detenuti. E altrettanto spesso notiamo che le notizie relative a questi episodi vengono salutate entusiasticamente da molti attivisti e rimbalzate sui social, sicuramente in buona fede, quasi ci trovassimo in altra epoca storica e gli articoli fossero volantini ciclostilati narranti conflitti reali. Il leit motiv di quasi tutti gli articoli che quotidianamente leggiamo, veri o falsi che siano, verte su alcuni aspetti particolari come la sorveglianza dinamica, i detenuti stranieri, il rischio radicalizzazione e la riapertura di Pianosa e l’Asinara. “ La spirale di violenza nelle carceri (..) continua senza tregua, la ormai cronica carenza degli organici di Polizia Penitenziaria, ad xxx come altrove, espongono a gravi rischi l'incolumità degli Agenti, per non parlare della sorveglianza dinamica con conseguente apertura indiscriminata dei detenuti che ha fatto lievitare il numero degli eventi critici nelle carceri.” Oppure: “Una rissa tra carcerati, così violenta che sono rimasti feriti due agenti della polizia penitenziaria.

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Amnistia o la costituzione che ci manca

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01 Giugno 2025

Uno dei rischi più evidenti nel sistema giuridico italiano è che le norme di civiltà siano spesso consapevolmente forzate dall’opportunismo di alcuni loro presunti destinatari. Ricordiamo la legge n. 104 del 1992 che si poneva finalmente sul piano della legislazione sociale l’integrazione delle diverse abilità e la loro assistenza; il nostro ordinamento ha prodotto purtroppo migliaia di utilizzi abusivi di quel tessuto normativo e ciononostante esso ha colmato una lacuna grave e chi se ne è avvalso con pienezza di titolo ne ha tratto dignità e sostegno. Ancor prima, potremmo citare la legge n. 194 del 1978, la cui dinamica applicativa ha fatto veramente poco per la tutela sociale della maternità e ha prodotto due disfunzioni perfettamente simmetriche: chi ne ha incoraggiato la vigenza nell’ottica di una malintesa secolarizzazione della morale sessuale e chi, all’opposto, ha fomentato le obiezioni di opportunità e di comodo, creando squilibri territoriali importanti nell’esercizio del diritto correlato all’interruzione di gravidanza.

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Caso tortura san gimignano

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31 Maggio 2025

Il caso di san Gimignano è scoppiato. L’autorità giudiziaria ha disposto la sospensione immediata di quattro agenti penitenziari perchè accusati di tortura effettuata nei confronti di un detenuto straniero nel carcere di San Gimignano. Sono indagati in tutto 15 agenti penitenziari non solo pèer il reato di tortura (613 bis) e lesioni personali, ma anche falso ideologico, visto che i filmati della videosorveglianza hanno svelato che il loro racconto non combacerebbe con la realtà dei fatti. Il provvedimento del Gip dopo le indagini della Procura è di quasi 500 pagine ricostruisce la vicenda con tanto di elementi intercettazioni comprese che comproverebbero il reato commesso. Ricordiamo che la notizia del presunto pestaggio è stata riportata dalle pagine de Il Dubbio circa un anno fa.

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Carinola (ce). tragedia in carcere, muore detenuto vittima di un malore

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08 Ottobre 2024

edizionecaserta.net, 8 ottobre 2024 Tragedia ieri mattina nel carcere di Carinola. Un detenuto è deceduto all’improvviso. Secondo quanto emerso a stroncargli la vita è stato un malore che non gli ha lasciato scampo. Sul posto sono giunti immediatamente gli operatori sanitari del 118 che però non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso. Dopo l’analisi la salma sarà ora restituita alla famiglia per il rito funebre.

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Voghera (pv). detenuto di 59 anni ritrovato morto in cella, probabilmente stroncato da un infarto

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08 Ottobre 2024

Il quotidiano "La Sicilia", pubblica oggi, 8 ottobre 2024, l'articolo di Giuseppe Recca sul detenuto ritrovato morto a Voghera. Perché "la Sicilia" ? viene spontaneo domandarsi, perché il detenuto era saccense, ovvero originario di Sciacca, provincia di Agrigento. "È morto la scorsa notte nel carcere di Voghera, dove era detenuto, il saccense Mimmo Maniscalco, di 59 anni, coinvolto in un’inchiesta dello scorso luglio della Direzione Distrettuale Antimafia che avrebbe smantellato la cosca di Sciacca. La morte sarebbe avvenuta per un improvviso infarto.

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Filodiritto.ir - decreto carceri: mancanza di una visione prospettica

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08 Ottobre 2024

filodiritto.com ha pubblicato oggi, 8 ottobre 2024, questo articolo di Luciano Motta. "Il recente Decreto carceri (D.l. n. 92 del 4 luglio 2024, conv. l.

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Plexiglass che schermano le finestre delle celle: una grave violazione dei diritti umani

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08 Ottobre 2024

Damiano Aliprandi, su "Il Dubbio" ha scrittoi oggi, 8 ottobre 2024, questo interessante articolo che coglie un'aspetto non molto conosciuto del disagio in carcere. "Diverse carceri italiane presentano schermature in plexiglass alle finestre delle celle, impedendo un adeguato ricambio d’aria. Questa situazione crea un ambiente malsano, con un aumento di anidride carbonica, diossido di azoto, batteri e virus, oltre al cancerogeno gas radon. La mancanza di aerazione, soprattutto durante l’estate, rende le condizioni di detenzione inaccettabili. La gravità di questa problematica ha spinto l’avvocato Luca Muglia, Garante regionale delle persone private della libertà della Calabria, a rivolgersi alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, presieduta dall’on.

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Firenze. i lavori di sollicciano bloccati dal 2023 per un errore nel progetto

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08 Ottobre 2024

L'articolo su "Corriere Fiorentino" di oggi, 8 ottobre 2024, di Luca Gasperoni "Due edifici saranno costruiti da zero, altri due riconvertiti grazie anche al Pnrr. Ristrutturazione bloccata a Sollicciano per colpa di un errore nei lavori che non ha risolto il problema delle infiltrazioni nell’edificio, lasciando i detenuti in balia anche dell’acqua portata dalle piogge. A spiegarlo è la direttrice Antonella Tuoni durante un’audizione in commissione comunale: “Il nostro dipartimento ha impegnato 4 milioni per risolvere la situazione, peccato che dal 2023 l’appalto sia fermo per un’erronea progettazione del trattamento delle facciate”. A poche settimane dalla scadenza dei 90 giorni (23 ottobre) per risolvere le criticità del carcere, intimata dal dipartimento di amministrazione penitenziaria, è la direttrice Antonella Tuoni durante un’audizione in commissione comunale a lanciare l’allarme sui lavori di bonifica per cui stata multata lo scorso luglio. “La struttura è fatiscente e due sindaci che si sono avvicendati ne hanno chiesto la demolizione, quando l’anno scorso c’è stata l’alluvione anche il carcere è diventato un lago.

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  • Stefano anastasìa, garante dei diritti dei detenuti del lazio: "il carcere non si salva da solo"
  • Genova. detenuto denuncia: “pestato dagli agenti di polizia penitenziaria”
  • Calabria. carceri in situazione critica, il garante regionale chiede aiuto in senato
  • Vicenza. suicidio in carcere: cella posta sotto sequestro, disposta l’autopsia
  • A verona premiazione dei vincitori del concorso letterario “carlo castelli”, riservato ai detenuti
  • Lodi. dramma in carcere: muore un detenuto 30enne, forse una emorragia interna
  • Di carcere si muore sempre di più: il 2024 è già quello peggiore
  • Filodiritto.com - trenta nuovi reati nel decreto sicurezza
  • Kento, il rapper militante che usa l’hip hop per “far uscire” i giovani dal carcere
  • Il potere e la nuda vita carceraria

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