I minori kurdi sono le maggiori vittime della guerra in corso.

Sta ricadendo sulle loro deboli spalle il peso di vivere in un'epoca così violenta. Questo accade se i loro deboli corpi Siano stati in grado di sopravvivere alla violenza senza esserne distrutti. Sono le vittime ed i testimoni di questa guerra e ne stanno pagando il prezzo sacrificando il loro futuro. Le prigioni sono i nuovi parco giochi dei minori di quest'epoca.

I minori kurdi sono le maggiori vittime della guerra in corso. Sta ricadendo sulle loro deboli spalle il peso di vivere in un'epoca così violenta. Questo accade se i loro deboli corpi Siano stati in grado di sopravvivere alla violenza senza esserne distrutti. Sono le vittime ed i testimoni di questa guerra e ne stanno pagando il prezzo sacrificando il loro futuro. Le prigioni sono i nuovi parco giochi dei minori di quest'epoca. Il numero dei bambini in prigione è più alto che mai. I loro crimini sono stati indescrivibilmente efferati: “Aver lanciato delle pietre contro un veicolo blindato della polizia ed aver danneggiato la proprietà pubblica”, questi sono i normali capi d'accusa. Nel freddo mondo della matematica le pietre che hanno tirato stanno tornando loro indietro sotto forma di 25 anni di prigione. Consumando la loro vita dietro le sbarre insegnano ai nostri minori che la vita e la guerra non sono un gioco. Degli abusi e delle torture sofferte durante l'arresto, degli interrogatori ai quali sono stati sottoposti prima di essere tradotti in prigione, di tutto ciò non è neanche necessario parlare… Tutto ciò accade in un paese candidato ad entrare nella Unione europea, mentre le così dette “riforme” per la democratizzazione del paese e per evitare che ciò accada ancora sono all'ordine del giorno. Attivisti per i diritti umani, intellettuali, membri delle ONG e tutti coloro che hanno sentito la loro coscienza colpita da questa ingiustizia hanno iniziato la campagna “Giustizia per l'infanzia”. Le comunità kurda e turca stanno facendo sentire la loro protesta. Non sono stati compiuti ancora passai avanti significativi. Le prigioni continuano ad essere usuali luoghi di dimora per i nostri minori. Come singoli individui, organizzazioni politiche, sociali e per i diritti umani ed ONG condanniamo questa ingiustizia. Non solo perché contraria alla normativa internazionale ma semplicemente perché inumana. Questo è il motivo per il quale aderiamo alla campagna “Giustizia per l'infanzia” in corso in Turchia. Come soggetti sottoscrittori noi chiediamo all'UNICEF di inviare una delegazione in Turchia per investigare, raccogliere informazioni e documentazioni al fine di fermare le violenze e le violazioni delle norme internazionali e dei diritti dei bambini che stanno avendo luogo.