Da gennaio ad oggi sono circa 1.500 i minori giuntia Lampedusa, di cui 544 nell'ultimo mese: il 10% sono bambini piccoli arrivatiinsieme a uno o entrambi i genitori, gli altri sono minori non accompagnati,ragazzi adolescenti arrivati dal Nord Africa, soprattutto da Tunisia e Libia,da cui sono fuggiti a causa della guerra, affrontando viaggi rischiosissimi –quale quello dall'esito drammatico avvenuto a largo della Tunisia tra martedì emercoledì - in cui hanno anche visto morire familiari o amici.
Aricordare i dati è Save the Children, che opera a Lampedusa, Sicilia e Puglianell'ambito del progetto Praesidium, coordinato dal Ministero dell'Interno, dal2008. E proprio in relazione al suo impegno a favore dei minori migranti,l'organizzazione ha ricevuto una targa di merito dalla Fondazione O'Scià diClaudio Baglioni. Save the Children sottolinea come sul totale dei minori non accompagnatiapprodati sull'isola, 425, in prevalenza sedicenni e originari del Mali (84),del Ghana (42) e della Costa d'Avorio (37), sono ancora in attesa diessere collocati nelle comunità alloggio per minori sul territorio nazionale”. Continua l'Associazione: “Nonostante la leggeitaliana garantisca ai minori stranieri non accompagnati il dirittoall'accoglienza presso questo tipo di strutture,la maggior parte si trova dapiù di 15 giorni in strutture diverse, inadeguate alla loro accoglienza per untempo così prolungato.
Da gennaio ad oggi sono circa 1.500 i minori giuntia Lampedusa, di cui 544 nell'ultimo mese: il 10% sono bambini piccoli arrivatiinsieme a uno o entrambi i genitori, gli altri sono minori non accompagnati,ragazzi adolescenti arrivati dal Nord Africa, soprattutto da Tunisia e Libia,da cui sono fuggiti a causa della guerra, affrontando viaggi rischiosissimi –quale quello dall'esito drammatico avvenuto a largo della Tunisia tra martedì emercoledì - in cui hanno anche visto morire familiari o amici. Aricordare i dati è Save the Children, che opera a Lampedusa, Sicilia e Puglianell'ambito del progetto Praesidium, coordinato dal Ministero dell'Interno, dal2008. E proprio in relazione al suo impegno a favore dei minori migranti,l'organizzazione ha ricevuto una targa di merito dalla Fondazione O'Scià diClaudio Baglioni. Save the Children sottolinea come sul totale dei minori non accompagnatiapprodati sull'isola, 425, in prevalenza sedicenni e originari del Mali (84),del Ghana (42) e della Costa d'Avorio (37), sono ancora in attesa diessere collocati nelle comunità alloggio per minori sul territorio nazionale”. Continua l'Associazione: “Nonostante la leggeitaliana garantisca ai minori stranieri non accompagnati il dirittoall'accoglienza presso questo tipo di strutture,la maggior parte si trova dapiù di 15 giorni in strutture diverse, inadeguate alla loro accoglienza per untempo così prolungato. In particolare, a Lampedusa sono 219 i minori nonaccompagnati presenti (in parte alla Base Loran e in parte al CPSA), 61 deiquali arrivati tra il 12 e il 14 maggio; la maggior parte (38) sono originaridel Mali; 102 hanno 16 anni, ma ci sono anche 10 ragazzi che hanno tra gli 11 ei 13 anni. Nei giorni scorsi alcuni minori hanno compiuto atti diautolesionismo per manifestare la loro insofferenza rispetto alla situazione incui si trovano”. Save the Children sottolinea poi che presso latensostruttura di Porto Empedocle (AG) la situazione è ancora più allarmante:sono ancora in attesa di collocamento 109 minori non accompagnati trasferiti il13 maggio da Lampedusa, dove erano arrivati una settimana prima (tra il 5 e l'8maggio). La maggior parte ha 16 anni ed è originaria del Mali e del Ghana. Glialtri sono: 13 a Pozzallo (RG), 43 al CARA di Mineo (CT), 41 al CARA di Piandel Lago (CL). “A questi occorre aggiungere quanti sono arrivatisulle coste siciliane e pugliesi negli ultimi giorni e che sono ancor in attesadi identificazione”. Pur riconoscendo gli sforzi posti in essere dalleistituzioni a vario titolo coinvolte nell'adozione della procedura per ilcollocamento dei minori stranieri non accompagnati, Save the Children rilevacon preoccupazione la mancata attuazione operativa della stessa. Per questo motivo Save the Children raccomanda chesi provveda con urgenza a individuare una soluzione all'attuale gravesituazione, che pone in serio pericolo la sicurezza e la protezione dei minori.L'Organizzazione chiede, in particolare, che: si proceda in tempi rapidiall'individuazione sul territorio nazionale di “strutture ponte” in cui venganotemporaneamente trasferiti i minori in attesa di collocamento in comunitàalloggio; a livello centrale, Siano reperiti e aggiornati i posti disponibiliin comunità alloggio per minori, ivi inclusi i minori richiedenti protezioneinternazionale, e che, sulla base di tale disponibilità, venga organizzatoil collocamento dei minori; a livello centrale, si provveda a dare chiareindicazioni alle frontiere rispetto alle necessità di trasferimento dei minorinon accompagnati. Considerata la costante presenza dei minori nelflusso migratorio in arrivo dal Nord Africa, Save the Children sia valutatal'opportunità di “ampliare la disponibilità dei posti in accoglienza e dellerisorse stanziate, secondo la previsione dell'art. 5 OPCM 3933/2011, al fine diun'assistenza, accoglienza e protezione adeguata per i minori stranieri nonaccompagnati in arrivo via mare”. E conriferimento ai drammatici e rischiosissimi viaggi via mare affrontati anche damolti minori, Save the Children rinnova l'appello ad “aprire urgentementecorridoi umanitari in Libia e a mettere al primo posto delle scelte dei governila tutela della popolazione civile, a partire dai bambini”.