Ecco la missiva inoltrata da Sandra Berardi, presidente dell'Associazione Yairaiha di Cosenza.

«Abbiamo ricevuto dal Carcere di San Gimignano una segnalazione da parte di un detenuto. Di seguito si riporta testo integrale. “…il problema è nato il 11/10/2018 quando circa le 15:20 è arrivata qui nella sezione di istituto una vera e propria squadriglia, una specie di non trovo le parole, ecco un vero e proprio raid, oltre 20 agenti, compresi due ispettori, ed io con altri detenuti qui all'isolamento ci hanno fatto assistere a un vero e proprio pestaggio nei confronti di un extra-comunitario. Nel frattempo che il detenuto veniva spostato da un'estremità dalla sezione all'altra a calci e pugni, cioè intendo che non è che hanno provato magari con un piccolo atto di forza magari con qualche spintone visto che il detenuto psicologicamente e fisicamente non sta affatto bene, peserà intorno ai 45 chili e lo dovevano spostare in un'altra cella, perché aveva rotto quella in cui era ubicato.

Ecco la missiva inoltrata da Sandra Berardi, presidente dell'Associazione Yairaiha di Cosenza. «Abbiamo ricevuto dal Carcere di San Gimignano una segnalazione da parte di un detenuto. Di seguito si riporta testo integrale. “…il problema è nato il 11/10/2018 quando circa le 15:20 è arrivata qui nella sezione di istituto una vera e propria squadriglia, una specie di non trovo le parole, ecco un vero e proprio raid, oltre 20 agenti, compresi due ispettori, ed io con altri detenuti qui all'isolamento ci hanno fatto assistere a un vero e proprio pestaggio nei confronti di un extra-comunitario. Nel frattempo che il detenuto veniva spostato da un'estremità dalla sezione all'altra a calci e pugni, cioè intendo che non è che hanno provato magari con un piccolo atto di forza magari con qualche spintone visto che il detenuto psicologicamente e fisicamente non sta affatto bene, peserà intorno ai 45 chili e lo dovevano spostare in un'altra cella, perché aveva rotto quella in cui era ubicato. C'è da dire che questo detenuto non è violento con altri, non lo è mai stato, forse con lui stesso lo è stato. Comunque noi detenuti abbiamo denunciato tutto e da lì è iniziato il nostro calvario, soprattutto il mio perché dopo sei giorni cioè il 17/10/2018 mi sono state contestati due fatti, una che risaliva al giorno 08/10/2018 e una giorno 11/10/2018. Nella prima che io avrei detto “bastardo” a un ispettore e l'altra, cioè durante il pestaggio all'extra-comunitario, non solo ho ricevuto un pugno in testa come da referto mostrato. Cioè, io chiuso in cella, avrei ripetutamente sputato contro agenti dicendogli “siete tutti bastardi”. Fortunatamente per una volta ci sono le telecamere, ben due, di sorveglianza che sono state acquisite dal Giudice di competenza, come da noi richieste dalla denuncia. Adesso ho solo paura, ma ci sarà tempo per spiegarvi tutto più dettagliato e leggibile“. I fatti narrati, qualora trovassero riscontro, sarebbero di una gravità estrema, l'ennesimo caso di abusi e violenza da parte del personale di polizia penitenziaria ai danni di persone inermi e, in questo caso, con forte disagio psichico. Inoltre siamo molto preoccupati anche per l'incolumità e la sicurezza della persona che ha fatto la segnalazione in quanto lo stesso è stato trasferito nel Carcere di xxxxx pochi giorni dopo l'accaduto del quale, se necessario, forniremo le generalità. Vi chiediamo pertanto di voler verificare quanto descritto e di tenerci aggiornati sugli sviluppi che ci saranno».