“Struttura fatiscente, per una vera bonifica servirebbero 800mila euro”. E resta il problema del sovraffollamento: “Mancano 223 posti letto” La ristrutturazione a Sollicciano è ferma per un intoppo riguardante la progettazione. A riportarlo è l’Agenza Dire, riprendendo le parole della direttrice del carcere fiorentino, Antonella Tuoni, multata lo scorso luglio dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per le condizioni degradanti del penitenziario, con l’intimazione a mettere a posto le cose nell’arco di 90 giorni, scadenza che si avvicina: il 23 ottobre. “Allo stato attuale - la premessa di Tuoni - il carcere avrebbe bisogno di 800mila euro di lavori di bonifica, quindi parliamo di un intervento che esorbita di gran lunga dalle competenze del direttore che è un funzionario delegato. La struttura è fatiscente e due sindaci che si sono avvicendati ne hanno chiesto la demolizione, quando l’anno scorso c’è stata l’alluvione anche il carcere è diventato un lago”.
Insomma il fronte principale da aggredire riguarda le infiltrazioni meteoriche, problema che ha raggiunto un punto di non ritorno: “Il nostro dipartimento ha impegnato quattro milioni per risolvere questa situazione - ha ricordato - peccato che dal 2023 l’appalto dipartimentale sia fermo, non so se sospeso o interrotto, per un’erronea progettazione del trattamento delle facciate”. Uno scivolone che la responsabile del penitenziario prova a sintetizzare in questa maniera: “Le facciate sono oblique, come si può apprezzare attraversando la FiPiLi, a quello che mi risulta avrebbero dovuto essere trattate come lastrici, ovvero come soffitti, viceversa sono state trattate come pareti, per cui non è prevista l’impermeabilizzazione”. Il riscontro si è avuto presto con l’esecuzione della prima frazione dell’intervento nella sezione femminile dove, racconta ancora Tuoni, “al termine abbiamo fatto un sopralluogo e abbiamo verificato che le infiltrazioni non erano state risolte”. Conscia dell’ulteriore tegola la direttrice ha preso carta e penna si è subito rivolta al dipartimento, che ha bloccato la prosecuzione delle opere. I fondi del ministero restano disponibili, ma allo stato delle cose immaginare un’evoluzione è difficile pure per Tuoni. L’unica fonte di conforto in questo quadro amaro riguarda l’avvio da parte della direzione generale 'detenuti e trattamento’ di un piccolo appalto, un 'appaltino’ lo definisce la direttrice, con affidamento diretto per il ripristino di una delle due sezioni devastate nel corso della rivolta dello scorso luglio. Dovesse essere completato, non basterà comunque a lenire la sofferenza della struttura e i suoi problemi di capienza. Del resto Sollicciano dovrebbe ospitare al massimo 497 detenuti, invece sono 514. Numeri che sono peggiori di quanto potrebbero apparire a prima vista: “Non siamo affatto in linea come si potrebbe credere, perché all’appello mancano 223 posti letto e quindi la capienza si riduce notevolmente, lasciando una percentuale importante di sovraffollamento visto che allo stato attuale sono chiuse due sezioni giudiziarie, una sezione femminile e sono inagibili diverse camere”. Ad aggravare poi il quadro resta il nodo irrisolto delle risorse umane: i poliziotti penitenziari sono 348 contro i 416 regolamentari, dei cinque dirigenti di penitenziaria se ne contano appena due. La stessa direttrice poi dovrebbe essere affiancata da due vice. Invece, confessa Tuoni, “da giugno gestisco Sollicciano in assoluta solitudine”.