Il codice penale (art. 336) con il carcere da sei mesi a cinque anni chi minaccia «un pubblico ufficiale» o «un incaricato di un pubblico servizio», o usa la violenza nei suoi confronti, per costringerlo a fare qualcosa di contrario ai propri doveri. Il disegno di legge “Sicurezza” vuole aumentare di un terzo questa pena se il reato di “violenza o minaccia a un pubblico ufficiale” è commesso nei confronti «di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza». Lo stesso inasprimento delle pene è stato introdotto per il di “resistenza a pubblico ufficiale” (art. 337).
Il testo approvato dalla Camera chiede che la pena sia aumentata di un terzo se le violenze o le minacce contro i pubblici ufficiali sono commesse per «impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di un’infrastruttura strategica». Vengono riscritte anche le pene per le ipotesi di lesioni nei confronti di un pubblico ufficiale. In base alle modifiche proposte dal disegno di legge “Sicurezza”, le lesioni considerate «semplici» contro un pubblico ufficiale sono punite con una reclusione da due a cinque anni; le lesioni «gravi» da quattro a dieci anni; e quelle «gravissime» da otto a 16 anni. Il pensiero è per le forze dell’ordine, una previsione che appare come un dazio da pagare per “far finta” di tutelare chi con il proprio lavoro si impegna a garantire la sicurezza. Ma questo non è la soluzione , anzi appare di tutta evidenza una non soluzione. Chi sarà ritenuto responsabile della violenza avrà già commesso quella violenza e a nulla serve evitarla inasprendo la pena, se non a creare un clima di terrore…ma è questo ciò che serve ? è questo ciò che ricompone un clima di convivenza?