Ancora proteste per le condizioni all'interno del Carcere bolognese: le detenute sbattono contro le sbarre da tre giorni e chiedono soluzioni alla condizione di sovraffollamento.
Bologna - Negli ultimi mesi dal Carcere della Dozza sono arrivati moltissimi segnali di denuncia delle pessime condizioni in cui versa la casa circondariale bolognese, e della situazione invivibile in cui sono costretti i suoi detenuti. Già a giugno i detenuti avevano iniziato uno sciopero della fame, continuato poi l'8 luglio, vedendo un'altissima partecipazione. Scioperi e proteste che sono riusciti a farsi sentire fuori dalle mura del Carcere, sia grazie alla denuncia di Desi Bruno, garante dei diritti delle persone private della libertà personale, che alla lettera aperta dei 4 ragazzi dell'onda bolognese arrestati nell'operazione Rewind. In entrambi i casi viene dipinto un quadro fatto di terribile sovraffollamento, di precarie condizioni igieniche, di cibo insufficiente, di carenza di personale educatore e di largo uso di psicofarmaci.
Ancora proteste per le condizioni all'interno del Carcere bolognese: le detenute sbattono contro le sbarre da tre giorni e chiedono soluzioni alla condizione di sovraffollamento. Bologna - Negli ultimi mesi dal Carcere della Dozza sono arrivati moltissimi segnali di denuncia delle pessime condizioni in cui versa la casa circondariale bolognese, e della situazione invivibile in cui sono costretti i suoi detenuti. Già a giugno i detenuti avevano iniziato uno sciopero della fame, continuato poi l'8 luglio, vedendo un'altissima partecipazione. Scioperi e proteste che sono riusciti a farsi sentire fuori dalle mura del Carcere, sia grazie alla denuncia di Desi Bruno, garante dei diritti delle persone private della libertà personale, che alla lettera aperta dei 4 ragazzi dell'onda bolognese arrestati nell'operazione Rewind. In entrambi i casi viene dipinto un quadro fatto di terribile sovraffollamento, di precarie condizioni igieniche, di cibo insufficiente, di carenza di personale educatore e di largo uso di psicofarmaci. Questa volta la protesta nasce invece dalle sezioni femminili del Carcere bolognese e viene resa nota proprio dalla Desi Bruno, a cui le detenute hanno consegnato un documento con le loro motivazioni. Da tre giorni infatti sbattono rumorosamente contro le sbarre e le porte della Dozza, per tre volte al giorno. Vogliono attirare l'attenzione sull'insostenibilità del sovraffollamento e dei problemi che ne conseguono, come il cambio ritardato delle lenzuola, la carenza di attività che porta a dover rimanere in cella anche 20 ore al giorno. A questo si sommano le difficoltà nel riuscire ad avere misure alternative alla detenzione anche nel caso di detenute con figli o malate. DA infoautbologna31/07/09