Dal 1 dicembre scorso tutti i detenuti in Italia hanno aderito allo sciopero della fame per l'abolizione dell'ergastolo mentre, quasi 800 detenuti ergastolani lo stanno portando avanti a staffetta e, da ieri e fino al 1 febbraio, anche nelle carceri calabresi si rifiuterà cibo e acqua per rivendicare una presa di posizione del parlamento europeo con una risoluzione per l'abolizione dell'ergastolo.
E' vero scegliere di cambiare la propria vita è una scelta che non tutti fanno, ma a tutti deve essere data la possibilità perché questo cambiamento possa avvenire. Negli Stati che riconoscono la dignità umana, si pensa che chiunque,anche il peggiore criminale, abbia la possibilità di cambiare se stesso e ritornare alla vita sociale ordinaria. Purtroppo non è così nel nostro paese. Perché in Italia, definita culla del diritto, promotrice di diverse campagne per l'abolizione della pena di morte nel mondo, non è ancora possibile cancellare la pena dell'ergastolo?
Lo scorso novembre sono stati presentati oltre 750 ricorsi alla corte europea dei diritti dell'uomo in quanto la pena perpetua è contraria agli artt. 3,6 e 7 della convenzione europea dei diritti dell'uomo e all'art. 27 della costituzione italiana (le pene non possono consistere in trattamenti contrari all'umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato) ed, inoltre, l'ergastolo è stato abrogato nella maggior parte dei paesi europei e laddove è ancora formalmente in vigore c'è stata la concreta moratoria, con pene che si materializzano con un preciso fine pena, oscillante tra i 15 e i 20 anni. Il luogo comune “tanto in Italia l'ergastolo non lo sconta nessuno” è falso, ci sono condannati all'ergastolo che sono dentro da più di 40 anni che, ormai, aspettano solo la morte. Cosa c'è di più inumano di una pena che elimina, per sempre, un uomo o una donna dal consorzio umano? Cosa c'è di più aberrante del non aver nessuna certezza o speranza di poter riavere, un giorno, la libertà? Nell'incessante richiesta di certezza della pena, peraltro non scritta in nessuna norma di legge e in nessuno dei principi sanciti dalla Costituzione, sotto sotto, c'è la certezza di voler far morire in Carcere le persone, c'è il pessimismo di quanti non credono che un uomo, che è stato delinquente, possa cambiare. Nell'incessante richiesta di certezza della pena, peraltro non scritta in nessuna norma di legge e in nessuno dei principi sanciti dalla Costituzione, sotto sotto, c'è la certezza di voler far morire in Carcere le persone, c'è il pessimismo di quanti non credono che un uomo, che è stato delinquente, possa cambiare. E' vero scegliere di cambiare la propria vita è una scelta che non tutti fanno, ma a tutti deve essere data la possibilità perché questo cambiamento possa avvenire. Negli Stati che riconoscono la dignità umana, si pensa che chiunque,anche il peggiore criminale, abbia la possibilità di cambiare se stesso e ritornare alla vita sociale ordinaria. Purtroppo non è così nel nostro paese. Perché in Italia, definita culla del diritto, promotrice di diverse campagne per l'abolizione della pena di morte nel mondo, non è ancora possibile cancellare la pena dell'ergastolo? Cosa ci impedisce, nonostante Siano state presentate diverse proposte abolizioniste, di cancellare una mostruosità giuridica che reclude un uomo a vita? Mai, per sempre. Mai, tre lettere che tolgono la speranza e crea l'illusione di vivere in un paese civile e democratico che ha abolito la pena di morte...ma solo per ragioni estetiche, mentre in realtà, al riparo dallo sguardo della gente si consuma il dramma di pene illimitate che nella loro disumana lunghezza annullano la vita in maniera molto più rilevante e crudele. Associazione Yairaiha Onlus c.p.o.a Rialzo Cosenza Vekkia Rebel Fans-