contro il carcere e la repressione

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Notizie

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14-10-2009
Rubati i computer degli avvocati degli indipendentisti sassaresi
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22-09-2009
Operazione Rewind
Arresti Rewind Torino, allegerite misure cautelari Leggi »

19-09-2009
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Lunedi 14 settembre 5 compagni di lotta dell'8 Marzo occupata di Magliana sono stati prelevati dai carabinieri in modo coatto alle ore 4.40 di mattina e portati a Regina Coeli e a Rebibbia. Leggi »

29-08-2009
Varese, partorisce dopo l'arresto e il gip la lascia in carcere
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Iniziative: PRESIDIO DI SOLIDARIETA'CON I PRIGIONIERI IN LOTTA

 

NON LASCIAMOLI SOLI...

di carcere non si può morire...

SABATO 1 DICEMBRE 2007 ORE 10.00

CARCERE DI SIANO (CZ)

PRESIDIO DI SOLIDARIETA'CON I PRIGIONIERI IN LOTTA.

PER DIRE NO ALL'ERGASTOLO!

NO AI CIRCUITI DIFFERENZIATI!

NO AL CARCERE-DISCARICA!

NO ALLA TORTURA!

NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI MIGRANTI!

NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DELLE LOTTE SOCIALI!

ASSOCIAZIONE YAIRAIHA ONLUS-CS, PRIME ADESIONI: ON. FRANCESCO CARUSO (INDIPENDENTE PRC-SE) ON. SALVATORE CANNAVO’ (ASS. SICISTRA CRITICA - PRC.SE), COMITATO DI LOTTA PER LA CASA “ACQUI RESTAMOS”-CS, CNCA-CALABRIA, COMUNITA' PROGETTO SUD-LAMEZIA TERME, CONFEDERAZIONE COBAS-CS, C.S.O.A. “A. CARTELLA”-RC, C.P.O.A. RIALZO - MOVIMENTO AMBIENTALISTA DEL TIRRENO, RETE ANTAGONISTA-CALABRIA, RETE ANTIRAZZISTA-CS, SEGRETERIA PROV. PRC-CS, ASSOCIAZIONE SINISTRA CRITICA - CALABRIA, OPERA NOMADI CS, PRC-SE CALABRIA, FEDERAZIONE PROV. PRC-CZ...

 

(Pubblicato il 17-06-2008)

Iniziative: aggiornamento campagna Mai più Ergastolo

 

Mai più ergastolo”

campagna popolare per l'abolizione

 

Io sono contrario alla pena dell’ergastolo perché non si può cancellare la speranza”, è con queste parole che Monsignor Bregantini, vescovo di Locri Gerace, ha firmato dell'appello abolizionista “Mai più ergastolo”. Assieme alla sua possiamo contare le firme di Padre Alex Zanotelli, di Don Silvio Mesiti (cappellano del carcere di Palmi), di Padre Mimmo Campanella (cappellano delle carceri di Cosenza e Paola), del Cappellano del Carcere di Reggio Calabria, del sindaco di Cosenza Salvatore Perugini, della giornalista Ida Dominijanni, del prof. Franco Piperno, del filosofo Mario Tronti, Sabina Guzzanti, Bisca-Zulù e 99Posse, Bandabardò e molti altri ancora tra politici, amministratori e semplici cittadini.

A distanza di otto mesi abbiamo raccolto 5392 firme, oltre 2500 sono le adesioni pervenuteci dai detenuti di Palmi, Rossano Calabro, Catanzaro, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Siracusa, Termini Imerese, Palermo, Catania, Secondigliano, Lecce, Carinola, Viterbo, Nuoro, Spoleto, Voghera, Milano, Alessandria, Biella, Parma.

Ringraziamo i familiari dei detenuti che hanno raccolto o stanno ancora raccogliendo firme e quanti ci hanno sostenuto in questi mesi.

Abbiamo ricevuto apprezzamenti per l'iniziativa dal Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, dal Presidente della Camera, On. Fausto Bertinotti e dall'On. Giuliano Pisapia i quali hanno garantito massima attenzione al tema e a cui a breve spediremo le altre firme raccolte.

La nostra associazione continuerà a sostenere questa lotta con momenti di confronto e di solidarietà cercando di alzare l'attenzione mediatica e politica sullo sciopero della fame degli ergastolani che partirà il 1 dicembre.

 

(Pubblicato il 09-11-2007)

Iniziative: Campagna popolare "Mai più ergastolo"

L'Associazione Yairaiha O.N.L.U.S.

promuove

la campagna popolare "Mai più ergastolo"


La Costituzione della Repubblica italiana sancisce all'art. 27 che "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".

Ma quale rieducazione può derivare dalla certezza di un fine pena "mai"? Quali percorsi è disponibile ad intraprendere un condannato all'ergastolo che ha come unica certezza il non-ritorno nella società? È difficile anche solo immaginare il tempo che si cela dietro la certezza di una pena perpetua, rappresentando di per sé una forma di tortura (tortura bianca) e, di conseguenza, venendo meno ai principi sanciti dalla nostra Costituzione.

Già Cesare Beccaria considerava l'ergastolo come "una guerra della nazione contro un cittadino" mentre per Luigi Settembrini, patriota condannato all'ergastolo, scriveva: "O Dio Padre, fammi la grazia della morte, giacchè gli uomini per torturarmi mi hanno fatto la grazia della vita".

Ristabilire i valori costituzionali, abolendo l'ergastolo, è oggi, innanzitutto, una battaglia di civiltà e per il rispetto della nostra Costituzione. Perchè tra l'ergastolo e la condanna a morte non c'è molta differenza. Sicuramente si può parlare di "morte civile".

Nel dibattito che nel corso degli anni si è avuto sulla pena dell'ergastolo e della sua legittimità costituzionale, si è sempre fatto riferimento alla giurisprudenza costituzionale e in particolare, alla sentenza n. 264/74 con la quale si affermava la compatibilità di detta pena con il principio stabilito dall'art. 27 della Costituzione, sulla base della possibilità, presente nel nostro ordinamento dal 1962, di concedere all'ergastolano che abbia dato prova di "sano ravvedimento" la liberazione condizionale.

Una decisione, utilizzata spesso per silenziare i valori della Costituzione, di cui non si discute l'autorevolezza, ma della quale occorre una rilettura alla luce dell'evoluzione che ha caratterizzato la stessa giurisprudenza costituzionale il cui approdo finale non consente più di ritenere attuale e valida la succitata decisione in quanto, nell'ordinamento penitenziario italiano, nonostante l'art. 27 della Costituzione faccia menzione della sola funzione rieducativa della pena, la convinzione dominante espressa dalla Corte Costituzionale è quella di una pena "polifunzionale", a tal proposito si cita la sentenza n. 12/1966 nella quale si sostiene che il principio rieducativo << dovendo agire in concorso con altre funzioni della pena non può essere inteso in senso esclusivo >> e, inoltre, << non vi è dubbio che dissuasione, prevenzione
e difesa sociale stiano, non meno della sperata emenda, alla radice della pena >> (sent. n. 264/1974). Riteniamo che uno Stato democratico debba necessariamente tener fede ai principi Costituzionale e, nella revisione del codice penale, il legislatore è chiamato a una scelta di coerenza, abolendo quelle pene ontologicamente prive del contenuto rieducativo oppure modificare il principio costituzionale e armonizzarlo con quello di pena statalistica, utilitaristica e retributiva.

Per il rispetto della nostra Costituzione,

per cancellare definitivamente la vergogna dell'Ergastolo ti chiediamo di sottoscrivere l'appello.

Scarica qui l'appello e il modulo per la raccolta delle firme, stampalo e fallo firmare. Una volta completato si prega di spedirlo alla sede dell'associazione.

 

(Pubblicato il 14-10-2007)

Iniziative: Ergastolo: la speranza abolita?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Atti dell'incontro/dibattito tenutosi a Cosenza il 23 marzo 2007.

Scarica l'allegato "ergastolo-la_speranza_abolita.pdf" (407 KB)

 

(Pubblicato il 06-08-2007)