contro il carcere e la repressione

Comunicati Stampa

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  • ASSASSINI ! Istituzioni e forze dell´ordine sono i mandanti e gli esecutori dell´assassinio di Stefano Cucchi
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  • E' uscito il nuovo libro di Carmelo Musumeci, L'assassino dei sogni
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  • “Urla dal Silenzio” Il blog degli ergastolani
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  • La società messina della Jolly Rosso querela Francesco Cirillo
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  • ExKarcere ri-occupa
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  • Palermo ha un nuovo ExKarcere!!
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  • APPELLO PERUN MESE DI INIZIATIVE diffuse per affermare in tutti i nostri territori ORA BASTA, RAZZISMO STOP
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  • NOI NON PAGHIAMO IL PIZZO, NOI LOTTIAMO!
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  • In una lettera il dramma di un detenuto "Sono dimagrito troppo, sto muorendo"
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  • PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI-comunicato dell'associazione Papillon Rebibbia
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  • BRUNO BELLOMONTE LIBERO, LIBERI TUTTI!
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  • la lega fa scuola in calabria...ma al pd
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  • lettera aperta indirizzata ai mezzi di informazione ed ai membri del parlamento
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  • l'ergastolo, il carcere e la speranza
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Notizie

16-04-2010
Milano, chiesti 27 anni di carcere per il comandante ROS Ganzer
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14-10-2009
Rubati i computer degli avvocati degli indipendentisti sassaresi
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22-09-2009
Operazione Rewind
Arresti Rewind Torino, allegerite misure cautelari Leggi »

19-09-2009
PRESIDIO DAVANTI A REGINA COELI E REBIBBIA SEZIONE FEMMINILE
Lunedi 14 settembre 5 compagni di lotta dell'8 Marzo occupata di Magliana sono stati prelevati dai carabinieri in modo coatto alle ore 4.40 di mattina e portati a Regina Coeli e a Rebibbia. Leggi »

29-08-2009
Varese, partorisce dopo l'arresto e il gip la lascia in carcere
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Comunicato stampa: In una lettera il dramma di un detenuto "Sono dimagrito troppo, sto muorendo"

In una lettera il dramma di un detenuto "Sono dimagrito troppo, sto muorendo"


PAVIA -
"Sto morendo". Non è un grido d'aiuto, né un'invocazione di pietà. È l'ultimo saluto di un uomo che sta deliberatamente lasciando il mondo dei vivi, senza che nessuno riesca a impedirlo. È il messaggio che Mbarka Sami Ben Garci, il detenuto tunisino morto per uno sciopero della fame e della sete al carcere di Pavia manda alla donna che avrebbe dovuto sposare se fosse uscito dal carcere. È il 27 agosto, Sami, che ha cominciato a rifiutare cibo e acqua dal 16 luglio, è ormai un cencio. Non riesce nemmeno a impugnare la penna, lo fanno per lui i compagni di cella. "Ciao amore, speriamo che tu stai bene, tanti auguri per il Ramadan", esordisce. E poi, dopo averle chiesto di inoltrare i suoi auguri "a tutto il mondo musulmano", la informa: "Io sto muorendo. Sono dimagrito troppo, credimi, non riesco neanche ad alzarmi dal letto". Infine: "Bisogna accettare il destino, mi dispiace, io lo sciopero non lo tolgo, di questa vita non me ne frega niente, sto muorendo".

La lettera di Sami sarà presto agli atti della procura di Pavia, che indaga per omicidio colposo. I pm hanno acquisito le cartelle cliniche sulla degenza in carcere dell'immigrato che, dopo aver subito una condanna per droga, stava per scontarne un'altra per una violenza sessuale nei confronti di una sua ex amante marocchina, reato per il quale si dichiarava del tutto innocente. Giovedì i compagni di cella di Sami hanno scritto al suo avvocato, Aldo Egidi, dicendo di aver "assistito alla lunga agonia del suo povero cliente, una morte lenta e umiliante". Sami, dicono, "era diventato come un prigioniero in un campo di concentramento, vomitava acidi e sveniva davanti agli occhi di tutti. Veniva aiutato da noi detenuti per fare la doccia... Non è stato fatto assolutamente niente, tranne che lasciarlo morire nella sua cella". Di qui l'invito: "Sarebbe una bella e giusta cosa se l'indagine che verrà fatta si arricchisse anche delle testimonianze dei detenuti della prima sezione".

Sulla vicenda è stata aperta anche un'indagine interna, disposta dal provveditore regionale alle carceri lombarde, Luigi Pagano. L'inchiesta penale approfondirà il comportamento dei dirigenti del carcere. Egidi li aveva messi al corrente della volontà suicida del suo assistito. Ma la risposta che arriva l'8 agosto dalla direttrice del carcere, Iolanda Vitale, sembra rassicurante: "Le condizioni di salute del suo assistito sono costantemente monitorate dal personale medico qui in servizio". Tre giorni dopo l'avvocato insiste: "La avverto che è viva intenzione del mio assistito porre fine alla sua esistenza... La prego di voler predisporre quanto in suo potere... ". Ma il ricovero all'ospedale - dopo la decisione del magistrato di sorveglianza di negare la libertà al detenuto, respingendo un'istanza del legale - arriverà soltanto il 2 settembre. E il 5, alle quattro di mattino, Sami morirà. "Non si poteva costringere quest'uomo della libertà di scelta", dirà poi il medico del carcere, Pasquale Alecci. Che ora corregge il tiro: "La frase è stata estrapolata dal suo contesto".

 

(Pubblicato il 18-09-2009)