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        <title>Yairaiha - Associazione ONLUS</title>
        <description>contro il carcere e la repressione</description>
        <link>http://www.yairaiha.org</link>
        <lastBuildDate>Thu, 11 Mar 2010 05:06:24 +0100</lastBuildDate>
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            <title>NO ALLA DEPORTAZIONE DEI ROM DA COSENZA</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[&nbsp; <p style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm" align="justify"><font face="Courier New, serif"><font size="2">Come appartenenti alla rete antirazzista cosentina esprimiamo la nostra massima solidariet&agrave; e complicit&agrave; ai fratelli rom accampati sulla riva sinistra del Crati. La vicenda rom oramai da anni spunta nelle piene invernali e scompare in primavera. Da ormai tre anni assistiamo al continuo rimpallo tra le istituzioni circa la questione campo rom senza nessuna soluzione, si sono susseguite solo chiacchiere e passerelle mediatiche fino ad arrivare a renderla emergenza da trattare come ordine pubblico.</font></font></p><p style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm" align="justify"><font face="Courier New, serif"><font size="2">I professionisti del sociale e dell&#39;antirazzismo negli anni hanno millantato soluzioni al problema creando le emergenze per conquistare qualche passerella politica e incrementare i carrozzoni clientelari sui quali reggono il loro misero potere. Dopo tre anni ci ritroviamo nelle stesse condizioni del 2007 e oggi, a riprova dell&#39;immobilismo di una intera classe politico-amministrativa, pende sul campo rom la spada di Damocle di uno sgombero che, entro primo marzo, spazzer&agrave; via quel microcosmo creatosi sulle rive del Crati nell&#39;indifferenza generale. </font></font></p><p style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm" align="justify"><font face="Courier New, serif"><font size="2">I Rom a Cosenza hanno una lunga storia, da oltre 50 anni si assiste all&#39;insediamento di comunit&agrave; che interagiscono con la citt&agrave; a vari livelli, dalla strada alle stanze dei bottoni. Abbiamo assistito allo sgombero di capodanno di Gergeri e alla conseguente rasa al suolo delle baracche, con assegnazione di case, perch&egrave; in quella zona ricadevano gli appetiti dei signori del cemento e continuiamo ad avere sotto gli occhi la baraccopoli di via Reggio Calabria i cui abitanti da anni aspettano l&#39;assegnazione di una casa. E tutti tacciono. Anche il buon Massimo Converso che alle comunit&agrave; Rom di mezza Italia non pu&ograve; pi&ugrave; avvicinarsi e che sulla falsa, quanto inutile, integrazione dei rom ha costruito la sua immagine e fortuna. Ma i rom romeni devono essere sgomberati, le baracche rase al suolo e la comunit&agrave; deportata su modello Rosarno. Forse perch&egrave; non votano? O forse perch&egrave; la deriva razzista e xenofoba in questo Stato si materializza con azioni come quelle che abbiamo visto a Ponticelli, a Roma, a Milano, a Rosarno, a Corigliano e, domani, forse a Cosenza.</font></font></p><p style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm" align="justify"><font face="Courier New, serif"><font size="2">Rimandiamo al mittente gli attacchi miopi dei servi di partito derivanti dalla bieca visione dilagante secondo la quale amministrare la cosa pubblica sia una questione privata e che, peggio ancora, chiunque lavori con gli enti pubblici diventi automaticamente &ldquo;fedele alla linea&rdquo; del partito.</font></font></p><p style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm" align="justify"><font face="Courier New, serif"><font size="2">Riteniamo che fin&#39;ora non c&#39;&egrave; stata nessuna volont&agrave; di affrontare la &ldquo;bomba&rdquo; rom in chiave di diritti di cittadinanza, che gli attori istituzionali siano sempre gli stessi e che le dichiarazioni del Sindaco Perugini e del Presidente Oliverio di chiedere una proroga alla Procura sulla scadenza del 1 marzo siano solo un modo di prendere tempo fino alla prossima tornata elettorale senza avere nessuna intenzione di trovare una soluzione reale. Sarebbe bastata l&#39;individuazione di un area demaniale per la costruzione di un campo-sosta e la messa in opera dello stesso per risolvere la questione e garantire le condizioni di dignit&agrave; minime.</font></font></p><p style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm" align="justify"><font face="Courier New, serif"><font size="2">Continueremo a stare al fianco delle popolazioni migranti e nomadi costruendo con loro accoglienza dal basso senza nessuna velleit&agrave; integrazionista, difendendo il loro diritto di esistere e vivere secondo la propria cultura e tradizione e, a differenza di Rosarno, faremo le barricate assieme a loro contro lo sgombero.</font></font></p><p style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm" align="justify">&nbsp;</p><p style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm" align="justify">&nbsp;</p><p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm"><font face="Courier New, serif"><font size="2">Febbraio 2010 Centro Popolare Occupato Autogestito Rialzo</font></font></p><p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:17:41 +0100</pubDate>
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        <item>
            <title>Contro tutte le galere</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[<div align="center"><strong>Basta morti in carcere!</strong><br />gioved&igrave; 31 dicembre ore 18.00<br /><br />Presidio sotto il carcere di cosenza in solidariet&agrave; a tutti i detenuti.<br /><br />Facciamo sentire la nostra voce contro tutte le galere!<br /><br />No alla carcerazione sociale!<br /><br />No alla costruzione di nuove carceri!<br /><br /><div align="center"><strong>Cosenza contro il Carcere</strong><br /></div></div>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Wed, 30 Dec 2009 14:34:51 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>L'evasione - idee in fuga</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=projects&amp;id=6</link>
            <description><![CDATA[<p>L&#39;evasione - idee in fuga numero di dicembre 09</p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Mon, 14 Dec 2009 15:57:15 +0100</pubDate>
        </item>
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            <title>Lager in Italia</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[<p><em><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Non mi uccise la morte, ma due guardi bigotte mi cercarono l&rsquo;anima a forza di botte.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></em><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">(Fabrizio De Andr&egrave;)</span></p><p><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">&nbsp;</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">&ldquo;<em>Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto</em>&rdquo; <span>&nbsp;</span>l&rsquo;audio shock del comandante delle guardie del penitenziario di Teramo aggiunge altro orrore al dramma delle carceri.</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt"><span>&nbsp;</span>(Fonte: &ldquo;Il Manifesto&rdquo;, <span>&nbsp;</span>marted&igrave; 9 novembre 2009).&nbsp;</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">&nbsp;</span></p><p><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Ecco due testimonianze tratte dalla tesi di laurea &ldquo;Vivere l&rsquo;ergastolo&rdquo;:</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt"><span>&nbsp;</span></span></p><p><em><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Una mattina, mentre mi trovavo al passeggio, vengo chiamato dalle guardie, dopo che mi vengono messe le manette vengo fatto salire in una jeep, mettono in moto ed usciamo. Mi ordinano di tenere la testa abbassata. Ad un tratto una guardia impugna la pistola e mi dice &ldquo;Stai per morire!&rdquo; Mi punta la pistola nella tempia destra. Non ho battuto ciglio, certamente la paura c&rsquo;era, <span>&nbsp;</span>ma non potevo fare nulla. In quel momento pensavo alla mia famiglia, <span>&nbsp;</span>quando sento il grilletto girare a vuoto &hellip; una finta esecuzione con le relative risate dei secondini. Come se non bastasse mi si dice:&rdquo;Ora scappa, <span>&nbsp;</span>corri per la campagna&rdquo;. <span>&nbsp;</span>Io con la testa faccio segno di no. Un aguzzino mi d&agrave; uno schiaffo e urla: &ldquo;Scappa&rdquo; io non mi muovo. Prendono una corda la mettono tra le mie manette e la legano alla jeep, mettono in moto e mi tirano dietro, cerco di correre il pi&ugrave; forte possibile, <span>&nbsp;</span>ma non posso farlo pi&ugrave; forte della jeep, <span>&nbsp;</span>finch&egrave; con un piede entro in una buca, perdo l&rsquo;equilibrio, cado e sono trascinato per circa 100 metri con risate e divertimento delle guardi carcerarie.</span></em><em><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">(</span></em><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Matteo Greco, <span>&nbsp;</span>carcere di Pianosa 1992)&nbsp;</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">&nbsp;</span></p><p><em><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Dopo i primi giorni avvenne il primo pestaggio: quando si usciva all&rsquo;aria gli sgherri erano messi in fila con i manganelli nelle mani. Un compagno anziano, lento nei movimenti, rimasto indietro, venne preso a calci, pugni e manganellate. Sentivamo urli strazianti. Al ritorno vedemmo tutto il sangue sparso nel corridoio, ma noi eravamo troppo impauriti per potergli dare la nostra solidariet&agrave;. E quella nostra debolezza fu l&rsquo;inizio della fine, perch&eacute; fatti del genere in seguito si ripeterono sovente. <span>&nbsp;</span></span></em><em><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt"><span>&nbsp;</span><span>&nbsp;</span>In quel periodo imparai a conoscermi a crescermi dentro, scoprii che lo Stato &egrave; peggio di quel che credevo, mi faceva conoscere privazioni, torture e patimenti nell&rsquo;assenza totale di legalit&agrave;, giustizia e umanit&agrave;. In quella maledetta isola persino i gabbiani erano infelici per quello che vedevano. Alla fine, nell&rsquo;estate del &rsquo;93, iniziai a fare lo sciopero totale della fame &hellip;</span></em><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">(Carmelo Musumeci, <span>&nbsp;</span>carcere dell&rsquo;Asinara 1992)&nbsp;</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">&nbsp;</span></p><p><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Perch&egrave; meravigliarsi tanto dell&rsquo;omicidio di Stefano Cucchi e delle botte ai detenuti?</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Il carcere in Italia &egrave; cos&igrave; e basta e non deve rendere conto a nessuno. </span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Perch&eacute; queste lacrime di coccodrillo da parte dei politici e dei mass media?</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Non &egrave; un segreto che in carcere i detenuti vengono picchiati, &egrave; sempre stato cos&igrave; e sempre sar&agrave; cos&igrave;.</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Vengono picchiati soprattutto i detenuti pi&ugrave; deboli, i pi&ugrave; soli e i pi&ugrave; emarginati.</span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Carmelo&nbsp;Musumeci&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Carcere di Spoleto</span> </p><div style="border-bottom: windowtext 1pt solid; border-left: medium none; padding-bottom: 1pt; padding-left: 0cm; padding-right: 0cm; border-top: medium none; border-right: medium none; padding-top: 0cm"><p style="tab-stops: 155.95pt; border: medium none; padding: 0cm" class="MsoNormalCxSpMiddle"><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt">Novembre 2009 </span></p><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif'; font-size: 11pt"><a href="http://www.urladalsilenzio.wordpress.com/"><span style="font-family: 'Candara','sans-serif'; color: blue; font-size: 12pt">www.urladalsilenzio.wordpress.com</span></a></span><span style="font-family: 'Candara','sans-serif'; color: black; font-size: 12pt"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;</span></div>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:50:47 +0100</pubDate>
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            <title>Agli imbrattamenti seguono le minacce</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=comunicati&amp;id=46</link>
            <description><![CDATA[<font face="Calibri" size="-1">L&rsquo;avevamo accolta con ironia e senza allarmismo l&rsquo;azione di imbrattamento della scorsa notte.<br />Salvo svegliarci ieri mattina e scoprire che in citt&agrave; erano stati &ldquo;avvistati&rdquo; alcuni <a href="http://isole.ecn.org/csoacartella/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=382&amp;Itemid=1" target="_blank"><font color="#0068cf">manifestini</font></a>, gli stessi che abbiamo trovato affissi alla nostra porta.<br />Se la forma linguistica &egrave; piuttosto sgrammaticata, il messaggio per&ograve; risulta essere abbastanza chiaro.<br />Con questo comunicato intendiamo rivolgerci a tutte le compagne ed i compagni, alle associazioni, ai comitati, alle tante persone che abbiamo incrociato in questi anni e con le quali abbiamo collaborato per &ldquo;costruire un futuro migliore&rdquo;, ma anche alla cittadinanza tutta, non credendo che possa essere un motivo di festeggiamento la nostra &ldquo;fine&rdquo;.<br />Lo spazio che occupiamo &egrave; la struttura del Parco Cartella, a Gallico (costata all&rsquo;epoca circa 1,7 miliardi delle vecchie lire) che pi&ugrave; di 7 anni fa abbiamo sottratto all&rsquo;incuria e al degrado in cui era stato abbandonato, e trasformandolo in luogo di aggregazione e di propulsione per battaglie di libert&agrave; e dignit&agrave;, oltre che di promozione artistica e culturale.<br />Da allora, nonostante appetiti speculativi politico-mafiosi abbiano spesso cercato di mettere le mani su questa struttura, i diversi attentati ed episodi di intimidazione, noi proseguiamo nel nostro impegno.<br />Ci appare una strana coincidenza che questa serie di intimidazioni segua il lancio della manifestazione contro l&rsquo;apertura dei cantieri del Ponte, ideata proprio in una partecipata assemblea da noi promossa. Sar&agrave; per questo che qualcuno ci vorrebbe morti?<br />Non certo per celebrare la nostra &ldquo;fine&rdquo; ma per ragionare insieme sulla progressiva restrizione degli spazi di agibilit&agrave; politica, nonch&eacute; a rafforzare in nostri sforzi in vista della manifestazione del 19 dicembre<br /></font><div align="center"><font face="Calibri" size="-1"><strong>invitiamo tutte e tutti a partecipare</strong></font><br /><font face="Calibri" size="-1"><strong>all&rsquo;assemblea pubblica</strong></font><br /><font face="Calibri" size="-1"><strong>marted&igrave; 17 novembre alle ore 19,00</strong></font><br /><font face="Calibri" size="-1"><strong>Via Quarnaro I - Gallico</strong></font><br /></div><font face="Calibri" size="-1"><br /></font><div align="center"><font face="Calibri" size="-1"><strong>Schierati al fianco del Cartella!</strong></font></div><p><font face="Calibri" size="-1">info e adesioni:<strong> </strong>csoacartella@ecn.org</font></p><p><font face="Calibri" size="-1"></font></p><div align="center"><br /></div>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:56:36 +0100</pubDate>
        </item>
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            <title>Un caso Cucchi anche in Calabria </title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[<span style="color: windowtext"><strong><font size="3">Un caso Cucchi anche nel carcere di Catanzaro dove mor&igrave; giovane di Cosenza</font></strong></span> <p style="margin: auto 0cm" class="txt15"><font size="3">13 nov 09 Ci fu un caso <span>Cucchi anche nel carcere Siano di</span> Catanzaro dove un giovane cosentino, Emiliano Mosciaro, mor&igrave; per una appendicite trasformatasi in peritonite acuta con stato di necrosi avanzata. A rimarcarlo &egrave; la sorella di Mosciaro, Paola, che racconta come nell&rsquo;<span>agosto del 2003 il fratello mor&igrave; in ospedale a Catanzaro appena</span> trasferito dal carcere. Per la morte dell&rsquo;<span>uomo</span> due medici del carcere sono sotto processo per omicidio colposo. Secondo l&#39;accusa, i due non avrebbero messo in atto terapie adeguate per evitare che l<span>&#146;appendicite degenerasse</span> nella peritonite che uccise Mosciaro. <span>Sono convinta -dice oggi la donna-</span> che nessuno pagher&agrave; per la morte di mio fratello. Sono passati sei anni ed ancora non siamo venuti a capo di niente. Il processo va avanti a suon di rinvii. Ormai spero solo nella giustizia divina perch&eacute; in quella umana non ci credo pi&ugrave; da tanto tempo. Si spera sempre che cambi qualcosa, ma poi la speranza muore. Quello che &egrave; successo a Stefano Cucchi &egrave; qualcosa di disumano<span>. Anche dopo morto -ricorda la donna- c&#39;erano gli agenti della</span> polizia penitenziaria a guardare il corpo di Emiliano e ci fecero allontanare. Dovemmo aspettare l&rsquo;<span>autorizzazione del giudice per poter</span> piangere mio fratello. Questa cattiveria mi rimarr&agrave; dentro per tutta la vita<span>.</span></font></p><font face="Calibri" size="3">&nbsp;</font>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:16:38 +0100</pubDate>
        </item>
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            <title>Carcere: muore un detenuto di 32 anni, indagini della Procura</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[<p><strong>Si chiama Giuseppe Saladino il giovane parmigiano deceduto sabato nel carcere di via Burla a Parma. L&#39;uomo era stato arrestato venerd&igrave; scorso perch&eacute; doveva scontare una condanna ad un anno e due mesi per furto con scasso (era agli arresti domiciliari), ma &egrave; stato sorpreso fuori dalla sua abitazione; il luogo dove avrebbe dovuto scontare la pena. Per questo motivo Saladino, 32 anni nato a Palermo ma da molti anni residente a Parma, &egrave; tornato in carcere. Una volta portato nel carcere per&ograve; ha accusato un malore ed &egrave; morto. La Procura di Parma ha aperto un fascicolo contro ignoti. Si indaga per omicidio colposo. </strong></p><p>Il pm Roberta Ricci ha disposto l&#39;autopsia e i risultati sono attesi per i prossimi giorni. Pochi giorni fa la Procura di Parma aveva aperto un&#39;altra inchiesta per l&#39;ipotesi di istigazione al suicidio di un detenuto che stava scontando l&#39;ergastolo e si era tolto la vita. La vicenda riporta alla mente il caso Cucchi, il giovane morto a Roma qualche settimana fa.</p><p>da: <a href="http://www.lungoparma.com/">http://www.lungoparma.com/</a></p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Thu, 12 Nov 2009 23:25:44 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Turchia, uccise 953 donne nei primi sette mesi del 2009</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[9/11/2009 <br /><br />Il dato &egrave; stato reso noto dal ministro della Giustizia in seguito ad<br />un&#39;interrogazione parlamentare Nei primi sette mesi del 2009 in Turchia<br />sono state assassinate 953 donne.<br />Questo significa che in media sono state uccise 4,5 donne al giorno, 31<br />a settimana.<br />A dare la notizia &egrave; stato il quotidiano filo-governativo Today&#39;s Zaman<br />che riporta il dato fornito da Sadullah Ergin, ministro della Giustizia,<br />per rispondere ad un&#39;interrogazione parlamentare.<br />A chiedere al ministro della Giustizia di fare luce su questi omicidi &egrave;<br />stata la deputata Fatma Kurtulan del partito per una Societ&agrave;<br />democratica, filo curdo.<br />L&#39;interrogazione della Kurtulan rientra all&#39;interno di un progetto pi&ugrave;<br />ampio per costringere il Governo guidato da Giustizia e Sviluppo,<br />partito di radici islamiche, a porre fine alla piaga delle violenze<br />contro le donne.<br /><br /><br />benedetta guerriero&nbsp; Peace Reporter]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Thu, 12 Nov 2009 23:22:37 +0100</pubDate>
        </item>
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            <title>ASSASSINI ! Istituzioni e forze dell´ordine sono i mandanti e gli esecutori dell´assassinio di ...</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=comunicati&amp;id=45</link>
            <description><![CDATA[Questo il senso e la rabbia a fil di pelle che si coglieva ieri nelle migliaia di partecipanti al corteo&nbsp; &quot;verit&agrave; e giustizia&nbsp; per Stefano Cucchi&quot; , che ha percorso per oltre 2 ore il popolare quartiere di Torpignattara - zona sud di Roma.<br />Tantissimi giovani, tanta gente comune, con gli abitanti del quartiere a fare da corona ad una protesta sentita e vissuta come propria .<br />&quot;NON SI PUO&acute; MORIRE COSI&acute;&quot;! La denuncia netta nei confronti del governo , delle istituzioni,della politica, degli sbirri.<br />La consapevolezza di uno stato di cose , che permette la normalit&agrave; della violenza sistematica&nbsp; - di pestaggi ed omicidi - da parte delle forze dell&acute;ordine e carcerarie nei confronti di fermati e sequestrati per qualsiasi motivo.<br />Da Aldrovandi a Bianzino a Stefano Cucchi, passando per le centinaia di &quot; casi&quot; non denunciati,per il sadismo contro gli immigrati,per la feroce statistica di 165 &quot; suicidi&quot; in carcere , compreso quello &quot; annunciato&quot; di Diana Blefari Melazzi : questa la tragica realt&agrave;, nella decadenza dello stato di diritto, nella mancata esigibilit&agrave; dei &quot; diritti fondamentali&quot; , conclamati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell&acute;Uomo e dalla Costituzione.<br />Questa sistematica violazione indica le pesanti responsabilit&agrave; dei governi e degli apparati nell&acute;attivit&agrave; di formazione e servizio delle forze dell&acute;ordine , creando di conseguenza il senso&nbsp; di impunit&agrave; che si respira nei corpi di polizia e carcerari con la messa in pratica di comportamenti criminali.<br />Non si tratta di &quot; mele marce &quot;! Solo per parlare di questa epoca disastrata e senza valori : dai poliziotti della &quot; Uno bianca &quot;, ai carabinieri del &quot; caso Marrazzo&quot;, &egrave; una continua &quot; scoperta&quot; della devianza criminale in seno agli apparati repressivi.<br />Storicamente le forze dell&acute;ordine - dal dopoguerra Scelbista , al luglio &acute;60 Tambroniano,dalla &quot;strategia della tensione&quot; durante l&acute;autunno caldo e per tutti gli anni &acute;70, alla persecuzione dei sovversivi nel corso&nbsp; degli anni &quot;dell&acute;emergenza antiterrorismo&quot;, fino ai massacri sediziosi di Napoli-Genova 2001 e nell&acute;attualit&agrave; dello squadrismo razzista,xenofobo ,proibizionista - hanno svolto un ruolo costantemente al servizio dell&acute;illegalit&agrave; e del dispotismo.<br />Tutto ci&ograve; merita una profonda bonifica- un ripulisti generale - insieme all&acute;abolizione del TULPS <br />(Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza)&nbsp; e&nbsp; delle norme del Codice Penale&nbsp; che rendono dispari i cittadini di fronte alle forze dell&acute;ordine, per avviare un radicale cambiamento di atteggiamento , rispettoso della cittadinanza e dei principi costituzionali.<br />Purtroppo viviamo la contemporaneit&agrave; del &quot;Pacchetto Sicurezza&quot; - con il suo carico di nefandezze e la &quot; modernit&agrave;&quot;&nbsp; di nuove leggi razziali - della richiesta bipartizan di&nbsp; altri poteri e fondi per le forze dell&acute;ordine, di condanne risibili verso gli autori di misfatti terribili ( vedi sentenze Aldrovandi, Bolzaneto e Diaz ).<br />Continueremo a rivendicare &quot; verit&agrave; e giustizia&quot; , sapendo che verranno occultate, compromesse e negate . Soprattutto dobbiamo attrezzarci per ripristinare rapporti di forza capaci di infondere rispetto e potere di interdizione nei confronti della manifesta illegalit&agrave; poliziesca e carceraria , cos&igrave; da rendere salva la vita , agevoli e liberi i luoghi e gli spazi delle citt&agrave;.<br />Tutto ci&ograve; diventa possibile se c&acute;&egrave; radicamento nel territorio , nei luoghi di lavoro, tra la popolazione e i suoi bisogni, se c&acute;&egrave; colloquio, convergenza e fondamenti comuni tra i propugnatori e costruttori la nuova societ&agrave;.<br />NIENTE&nbsp; RESTERA&acute;&nbsp; IMPUNITO !<br /><br />Roma 9novembre 2009&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Vincenzo Miliucci - Confederazione Cobas<br />]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:03:26 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Manu libero: solidarietà agli antifascisti perquisiti</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=comunicati&amp;id=44</link>
            <description><![CDATA[<strong>Firenze</strong> - Stamani le solerti forze di polizia hanno perquisito numerose abitazioni di compagni e compagne appartenenti a centri sociali e non solo. Sequesto non bastasse un compagno &egrave; stato arrestato adducendo un presunto pericolo di fuga per un viaggio in sud America che avrebbe dovuto fare, e che far&agrave;, nel mese di Febbraio.<br /><br />Le accuse vanno dalla detenzione di presunti esplosivi, ai rapporti di solidariet&agrave; internazionale, alle iniziative contro la presenza dei fascisti in citt&agrave;, alle iniziative contro Forza Nuova a Rignano sull&#39;Arno.<br /><br />Il GIP Pezzuti ha pensato bene di tentare la carta dell&#39;aggravante di terrorismo, utilizzando in maniera piuttosto stravagante quanto previsto dal Decreto Pisanu sulla nuova definizione di terrorismo stesso &ldquo;Sono considerate con finalit&agrave; di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un&rsquo;organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un&rsquo;organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un&rsquo;organizzazione internazionale, nonch&eacute; le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalit&agrave; di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l&rsquo;Italia&rdquo;.<br /><br />Non stiamo qui a leccarci le ferite ma lanciamo da subito quello che deve essere per ognuno di noi una pratica da cui nessuno pu&ograve; &ldquo;dissociarsi&rdquo;: la solidariet&agrave;.<br /><br />Fuori da ogni richiesta di giustizialismo pensiamo che non sia casuale chein prossimit&agrave; dell&#39;ennesimo tentativo di svolgere iniziative incitt&agrave; da parte di quei fascisti di Forza Nuova, si vada a colpire proprio chi in questi anni &egrave; stato protagonista nell&#39;impedire qualsiasi tipo di agibilit&agrave; politica a questi loschi figuri.<br /><br />Nell&#39;ultimo anno magistratura, questura hanno operato in maniera tale da cercare di stroncare nella nostra citt&agrave; ogni tentativo di protagonismo politico, attraverso gli avvisi orali e le perquisizioni agli studenti, convocazioni in questura, fino ad arrivare a quanto &egrave; successo oggi.<br /><br />Un clima davanti al quale, come pi&ugrave; volte abbiamo detto e scritto, non si pu&ograve; sottacere.<br /><br />Particolarmente in questo momento non possiamo pensare e tollerare che qualcuno si possa sentire non coinvolto da quanto sta succedendo.<br /><br />Che sappia chi di dovere, davanti a quanto venuto alla luce in questi mesi, che non tollereremo nessun atto di vessazione verso il compagno arrestato.<br /><br />CpaFisuD, Cantiere Sociale K100, CSA Next Emerson, Movimento di Lotta per laCasa, Individualit&agrave; anarchiche fiorentine, Collettivo politico diScienze Politiche, Assemblea delle Scuole in Lotta.<br /><br /><strong><a href="http://www.cpafisud.org/"><font color="#2d74bc">da </font></a><a href="http://www.cpafisud.org/" target="_blank"><font color="#2d74bc">www.cpafisud.org</font></a> <br /></strong><br /><div style="text-align: center"><strong>VENERDI 6 NOVEMBRE ORE 17.30</strong></div><div style="text-align: center"><br /></div><div style="text-align: center"><em>PRESIDIO SOTTO LA PREFETTURA DI FIRENZE IN VIA CAVOUR</em></div><div style="text-align: center"><br /></div><div style="text-align: center"><strong>SABATO7 NOVEMBRE ORE 16.00 PIAZZA SAN MARCO</strong></div><div style="text-align: center"><strong>MANIFESTAZIONEPER LA LIBERAZIONE DI MANNU</strong></div><div style="text-align: center"><strong>INSOLIDARIETA&#39; AI PERQUISITI</strong></div>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:23:12 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>VOGLIAMO GIUSTIZIA PER I NOSTI BAMBINI!</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[<span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">I minori kurdi sono le maggiori vittime della guerra in corso. Sta ricadendo sulle loro deboli spalle il peso di vivere in un&rsquo;epoca cos&igrave; violenta. Questo accade se i loro deboli corpi siano stati in grado di sopravvivere alla violenza senza esserne distrutti. Sono le vittime ed i testimoni di questa guerra e ne stanno pagando il prezzo sacrificando il loro futuro. </font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">Le prigioni sono i nuovi parco giochi dei minori di quest&rsquo;epoca. Il numero dei bambini in prigione &egrave; pi&ugrave; alto che mai. I loro crimini sono stati indescrivibilmente efferati: &ldquo;Aver lanciato delle pietre contro un veicolo blindato della polizia ed aver danneggiato la propriet&agrave; pubblica&rdquo;, questi sono i normali capi d&rsquo;accusa. Nel freddo mondo della matematica le pietre che hanno tirato stanno tornando loro indietro sotto forma di 25 anni di prigione. Consumando la loro vita dietro le sbarre insegnano ai nostri minori che la vita e la guerra non sono un gioco. Degli abusi e delle torture sofferte durante l&rsquo;arresto, degli interrogatori ai quali sono stati sottoposti prima di essere tradotti in prigione, di tutto ci&ograve; non &egrave; neanche necessario parlare&hellip;</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">Tutto ci&ograve; accade in un paese candidato ad entrare nella Unione europea, mentre le cos&igrave; dette &ldquo;riforme&rdquo; per la democratizzazione del paese e per evitare che ci&ograve; accada ancora sono all&rsquo;ordine del giorno. </font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">Attivisti per i diritti umani, intellettuali, membri delle ONG e tutti coloro che hanno sentito la loro coscienza colpita da questa ingiustizia hanno iniziato la campagna &ldquo;Giustizia per l&rsquo;infanzia&rdquo;. Le comunit&agrave; kurda e turca stanno facendo sentire la loro protesta. Non sono stati compiuti ancora passai avanti significativi. Le prigioni continuano ad essere usuali luoghi di dimora per i nostri minori.</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">Come singoli individui, organizzazioni politiche, sociali e per i diritti umani ed ONG condanniamo questa ingiustizia. Non solo perch&eacute; contraria alla normativa internazionale ma semplicemente perch&eacute; inumana. Questo &egrave; il motivo per il quale aderiamo alla campagna &ldquo;Giustizia per l&rsquo;infanzia&rdquo; in corso in Turchia.</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">Come soggetti sottoscrittori noi chiediamo all&rsquo;UNICEF di inviare una delegazione in Turchia per investigare, raccogliere informazioni e documentazioni al fine di fermare le violenze e le violazioni delle norme internazionali e dei diritti dei bambini che stanno avendo luogo.</font></span><span style="font-size: 11pt"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span><span><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;</font></span>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 00:38:35 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Alfano e Maroni: &quot;Riapriremo Pianosa e l'Asinara&quot;</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=comunicati&amp;id=43</link>
            <description><![CDATA[<strong>ROMA </strong>- Il governo punta alla riapertura dei supercarceri di Pianosa e dell&#39;Asinara. Ma, sulla decisione, l&#39;esecutivo si spacca: mentre per il ministro della Giustizia Angelino Alfano e dell&#39;Interno Roberto Maroni si tratta di una decisione corretta e opportuna, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli lo definisce &quot;un marchiano errore&quot;. Si schiera contro anche il ministro dell&#39;Ambiente Stefania Prestigiacomo: &quot;Pianosa come anche l&#39;Asinara sono due gioielli della natura e vanno semmai valorizzate&quot;. La riapertura di Pianosa, carcere chiuso nel giugno &#39;98, &egrave; prevista nel piano carceri del governo, mentre nel secondo caso si tratta ancora di un&#39;ipotesi allo studio. &quot;Nel piano carceri del governo - si legge in una nota del dicastero di via Arenula - sar&agrave; prevista la riapertura di Pianosa. Il Guardasigilli ha dato mandato al Dipartimento di polizia Penitenziaria di avviare le procedure per la riapertura del carcere&quot;. <br /><br />&quot;La scelta rientra nella strategia dei circuiti penitenziari differenziati e nella individuazione di strutture che abbiano una vocazione specifica nella custodia dei detenuti al 41bis. Il governo - conclude la nota - andr&agrave; avanti nel contrasto alla mafia con il piano straordinario di lotta contro il crimine organizzato e non si far&agrave; intimidire da alcuna minaccia&quot;. <br /><br />Contro la riapeertura del carcere si schiera senza mezzi termini il ministro Matteoli: &quot;Come politico toscano mi sono battuto a suo tempo con tutte le mie energie per la sua chiusura e, quindi, resto nettamente contrario ad una eventuale sua riapertura. Il collega Alfano, evidentemente, non conosce lo stato di abbandono in cui si trova la struttura che ospitava il carcere e, probabilmente, non sa quanto sia pesato in termini di costi alle casse statali tenerla aperta fino a qualche anno fa&quot;. <br /><!--inserto--><div id="adv180x150m"><!--/inserto--><br />La decisione, sostiene intanto il presidente del Parco nazionale dell&#39;Arcipelago Toscano, Mario Tozzi, &quot;&egrave; una senza alcun senso, anzi criticabile da ogni punto di vista: sociale e ambientale&quot;. <br /><br />&quot;Sbagliata sul piano sociale - spiega Tozzi - perch&eacute; sull&#39;isola sono stati avviati progetti con cooperative di detenuti in regime di articolo 21, trasformando dunque il carcere speciale in struttura di reinserimento, e criticabile anche sotto il profilo ambientale perch&egrave; riaprire il supercarcere significa fare infrastrutture e lavori che rischiano di deturpare uno dei pochi paradisi rimasti in una delle zone pi&ugrave; belle d&#39;Italia. Forse non tutti sanno che Pianosa, con la sua capacit&agrave; di assorbimento di anidride carbonica, &egrave; una sorta di laboratorio naturale che verrebbe disperso con la riapertura del penitenziario&quot;. <br /><br />Contrarissimi anche gli esponenti di Legambiente: &quot;Il governo passa come un rullo compressore sulle proteste elbane e su tutti i progetti di riqualificazione dell&#39;isola di Pianosa&quot;, afferma Umberto Mazzantini, responsabile del circolo Legambiente dell&#39;Arcipelago Toscano. <br /><br />Ma una parte del governo sembra decisa. Tanto che a breve potrebbe riaprire anche il carcere dell&#39;Asinara: lo sostiene il ministro dell&#39;Interno, Roberto Maroni, oggi a Londra, per il G6 dei ministri dell&#39;Interno: &quot;Non solo riaprire il carcere di sicurezza di Pianosa, stiamo discutendo anche di riaprire il carcere dell&#39;Asinara. - afferma, rispondendo a una domanda dei giornalisti - L&#39;Italia ha molte di queste strutture ed &egrave; un peccato lasciarle l&agrave;: bisogna riaprirle e metterci dentro i mafiosi cattivi. Il termine stesso isolare significa mettere qualcuno su un&#39;isola. e l&#39;Italia ha molte strutture di questo tipo. Se non deve essere l&#39;Asinara studieremo altre soluzioni&quot;. <br /><!-- do nothing --><!-- fine TESTO --></div>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 00:04:33 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Turchia. Ocalan trasferito in un’altra prigione, non sarà più in isolamento totale</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=comunicati&amp;id=42</link>
            <description><![CDATA[Per la prima volta il leader curdo Abdullah <a rel="tag" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/ocalan/" title="Post marcati con ocalan" class="st_tag internal_tag">Ocalan</a> non star&agrave; in isolamento: verr&agrave; spostato in una nuova prigione al fianco di altri 8 detenuti del <a rel="tag" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/pkk/" title="Post marcati con pkk" class="st_tag internal_tag">Pkk</a>, il partito dei lavoratori curdi. <p>Nel carcere di nuova costruzione che per un costo di 5 milioni di dollari, <a rel="tag" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/ocalan/" title="Post marcati con ocalan" class="st_tag internal_tag">Ocalan</a> non condivider&agrave; la cella con nessuno, ma potr&agrave; incontrare gli altri detenuti durante le pause.</p><p>In un momento delicato per i negoziati tra <a rel="tag" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/turchia/" title="Post marcati con turchia" class="st_tag internal_tag">Turchia</a> e Unione europea, il governo di Ankara si appresta a fare un piccolo passo in avanti in materia di diritti umani, soprattutto verso la minoranza curda.</p><p><a rel="tag" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/ocalan/" title="Post marcati con ocalan" class="st_tag internal_tag">Ocalan</a> ha scontato la sua pena sull&rsquo;isola di Imrali, sorvegliato in rigoroso isolamento, dal 1999, quando fu condannato per alto tradimento per aver guidato una rivolta armata, con l&rsquo;obiettivo di creare uno Stato indipendente curdo.</p><p>Dal 1984 nel conflitto tra turchi e curdi hanno perso la vita 40.000 persone. Negli ultimi due anni la violenza &egrave; diminuita dopo il raid aereo di Ankara contro le basi del <a rel="tag" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/pkk/" title="Post marcati con pkk" class="st_tag internal_tag">Pkk</a> nel nord dell&rsquo;Iraq.</p><p>Il piano del governo guidato da Tayyip Erdogan mira a sconfiggere le spinte ribelli dei quasi&nbsp; 12 milioni di curdi residenti nel paese, tramite un processo di rafforzamento dei diritti di chi per anni ha lamentato discriminazioni di ogni genere.</p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:14:33 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Pestaggio nel carcere di Teramo</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[<strong>TERAMO</strong> - &quot;Abbiamo rischiato una rivolta perch&eacute; il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto...&quot;. Parole dal carcere di Castrogno a Teramo, parole registrate all&#39;interno di uno degli uffici degli agenti di polizia penitenziaria. Frasi spaventose impresse in un nastro. Ora questo audio &egrave; nelle mani della Procura della Repubblica di Teramo che ha aperto un&#39;inchiesta sulla vicenda. Sono parole che raccontano di un &quot;pestaggio&quot; ai danni di un detenuto, quasi come fosse la &quot;prassi&quot;, un episodio che rientra nella &quot;normalit&agrave;&quot; della gestione del penitenziario. Un concitato dialogo tra un superiore e un agente che svelerebbe un gravissimo retroscena all&#39;interno di un carcere gi&agrave; alle prese con carenze di organico e difficolt&agrave; strutturali.&nbsp;<br /><br />Il nastro &egrave; stato recapitato al giornale locale La Citt&agrave; di Teramo, ed &egrave; scoppiata la bufera. Il plico era accompagnato da una lettera anonima. <br /><br />In merito alla vicenda la deputata Radicale-Pd Rita Bernardini, membro della commissione Giustizia, ha presentato un&#39;interrogazione al ministro Alfano. <br />La deputata chiede al ministro Alfano se ritenga di dover accertare &quot;se questi corrispondano al vero e di promuovere un&#39;indagine nel carcere di Castrogno di Teramo per verificare le responsabilit&agrave; non solo del pestaggio di cui si parla nella registrazione, ma anche se la brutalit&agrave; dei maltrattamenti e delle percosse sia prassi usata dalla Polizia Penitenziaria nell&#39;istituto&quot;. <br />Proprio questa mattina la Bernardini ed il segretario Generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno, faranno visita al carcere. <br /><br />Intanto la Uil chiede chiarezza e verit&agrave; anche a tutela della professionalit&agrave; e dell&#39;impegno quotidiano della polizia penitenziaria di Teramo. <br /><br />&quot;Noi possiamo solo affermare - sottolinea la segreteria regionale - che la violenza gratuita non appartiene alla cultura dei poliziotti penitenziari in servizio a Teramo che, invece, pur tra mille difficolt&agrave; hanno pi&ugrave; volte operato con senso del dovere, abnegazione e professionalit&agrave;. Ci&ograve; non toglie che la verit&agrave; vada ricercata con determinazione e in tempi brevi. Noi vogliamo contribuire a questa ricerca impedendo, nel contempo, che si celebrino processi sommari, intempestivi e impropri&quot;. <br /><!--inserto--><div id="adv180x150m"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --><!--script language="javascript" type="text/javascript">OAS_RICH('Middle');</script--></div><p><!--/inserto--><br />Anche il notevole sovraffollamento &egrave; causa di forti tensioni. L&#39;istituto potrebbe contenere al massimo 250 detenuti, ne ospita circa 400. Un solo agente per sezione deve sorvegliare, nei turni notturni, anche pi&ugrave; di 100 detenuti; un flusso di traduzioni che determina l&#39;esaurimento di tutte le risorse disponibili. <br /><!-- fine TESTO --></p><p>ascolta il video dal sito di repubblica.it</p><p><a href="http://tv.repubblica.it/copertina/il-detenuto-si-massacra-da-solo-non-davanti-a-tutti/38587?video">http://tv.repubblica.it/copertina/il-detenuto-si-massacra-da-solo-non-davanti-a-tutti/38587?video</a></p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:57:11 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>E' uscito il nuovo libro di Carmelo Musumeci, L'assassino dei sogni</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=comunicati&amp;id=41</link>
            <description><![CDATA[L&#39;Assassino dei Sogni &egrave; un libro diretto, convolgente, che parla al cuore e fa aprire gli occhi. E&#39; una raccolta di racconti, fiabe, resoconti quotidiani tratti da un diario, ballate e quant&#39;altro, che attingono tutti dalla realt&agrave;. E la realt&agrave; in questo caso &egrave; fatta di sbarre e cemento. <p>Carmelo Musumeci nasce il 27 luglio 1955 ad Aci S. Antonio, in provincia di Catania. Condannato all&#39;ergastolo, si trova nel carcere di Spoleto. Ha scontato finora 20 anni. La sua famiglia vive in Toscana, oltre alla compagna ha due figli e due nipotini. Ama definirli &quot;la luce dell&#39;uomo ombra&quot;.<br />Entrato con la licenza elementare, all&#39;Asinara, in regime di 41bis, riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori. Nel 2005 si laurea in giurisprudenza con una tesi dal titolo: &quot;Vivere l&#39;ergastolo&quot;. Attualmente &egrave; iscritto all&#39;universit&agrave; di Perugia al corso di laurea specialistica: gli mancano 6 esami per concludere.<br />E&#39; promotore della campagna <strong>&quot;Mai dire mai&quot;</strong> per l&#39;abolizione dell&#39;ergastolo. </p><p>8 euro<br />200 pagine<br />formato tascabile </p><p>Edizione &quot;Biblioteca dell&#39;evasione&quot; (http://www.bibliotecadellevasione.org) </p><p>I proventi della vendita del libro saranno suddivisi una parte all&#39;autorre Carmelo Musumeci e l&#39;altra a progetti di solidariet&agrave; ai detenuti e di lotta contro il carcere.</p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Mon, 02 Nov 2009 00:27:51 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Si suicida in carcere Diana Blefari</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=comunicati&amp;id=40</link>
            <description><![CDATA[<strong>ROMA</strong> - La neobrigatista <a href="http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/cronaca/brigaterosse2/subaffitto/subaffitto.html?ref=search"><u>Diana Blefari Melazzi</u></a>, in carcere per <a href="http://www.repubblica.it/online/politica/marcobiagi/marcobiagi/marcobiagi.html"><u>l&#39;omicidio del professor Marco Biagi</u></a> nel 2002, si &egrave; suicidata. Ieri sera, alla vigilia del giorno in cui la sua condanna all&#39;ergastolo sarebbe divenuta definitiva, ha tagliato le lenzuola, le ha annodate facendone un cappio e si &egrave; impiccata nella cella di Rebibbia. <br /><br />La donna, che nel giorno dell&#39;<a href="http://www.repubblica.it/2003/l/sezioni/cronaca/brigaterosse3/brigaterosse3/brigaterosse3.html?ref=search"><u>arresto</u></a> si era dichiarata &quot;militante rivoluzionaria del partito comunista combattente&quot;, era l&#39;affittuaria del covo di via Montecuccoli, un appartamento dove i terroristi responsabili della morte di Biagi e D&#39;Antona custodivano un arsenale con 100 chili di esplosivo e l&#39;archivio delle &quot;Nuove Brigate Rosse&quot;. Riconosciuta come &quot;la compagna Maria&quot; - che Cinzia Banelli indic&ograve; fra le staffette che seguirono il professor Biagi la sera dell&#39;omicidio - alla Blefari sono stati attribuiti il noleggio del furgone usato per la preparazione dell&#39;omicidio e la partecipazione al pedinamento del professore a Modena. Sul suo portatile fu rivenuto anche il file con la rivendicazione dell&#39;omicidio. <br /><br />Inizialmente si era mostrata sicura di s&eacute;, ricalcando l&#39;atteggiamento gi&agrave; assunto da Nadia Desdemone Lioce, la mente della nuova organizzazione terroristica. Ben presto per&ograve; le certezze si erano incrinate, lasciando spazio a un profondo stato di prostrazione psichica. Il giorno della condanna in primo grado fece a pezzi tutto quello che riusc&igrave; ad afferrare. Una scena violentissima, seguita da astenia, autoisolamento, rifiuto del cibo e dei liquidi. <br /><br />I medici di Rebibbia chiesero un trattamento sanitario obbligatorio &quot;in altra struttura pi&ugrave; idonea&quot;, essendo concreto, cos&igrave; scrissero, il pericolo di vita per la detenuta. L&#39;ultima perizia psichiatrica &egrave; datata aprile. Era stata disposta per verificare la sua capacit&agrave; di stare in giudizio e quella di intendere e di volere, dopo che la terrorista aveva aggredito un agente di polizia penitenziaria. <br /><!--inserto--><div id="adv180x150m"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --><!--script language="javascript" type="text/javascript">OAS_RICH('Middle');</script--><a href="http://ad.it.doubleclick.net/click;h=v8/38d8/14/b7/%2a/l;217724407;0-0;0;40889590;4307-300/250;33204905/33222782/1;;~sscs=%3fhttp://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/cronaca/interna/907227034/Middle/OasDefault/Samsu_Printe_NwInf_SqIns_011109/samsung_printer_nwin_sq.html/35373135373064343461376339663230?http://www.samsung.com/it/business/stampante/" target="_blank"></a></div><!--/inserto--><br />Dopo la condanna in primo e secondo grado la Suprema Corte, il 7 dicembre 2007, aveva annullato con rinvio la sentenza d&#39;appello emessa nei suoi confronti sottolineando vizi di motivazione sulla sua condizione psichica. L&#39;Appello di Bologna aveva riesaminato il caso disponendo una perizia psichiatrica con la quale era stata accertata la capacit&agrave; dell&#39;imputata di stare in giudizio. L&#39;ergastolo era quindi stato confermato il 27 ottobre e la sentenza sarebbe divenuta effettiva oggi. <br /><br />Ieri sera, attorno alle 22.30, utilizzando lenzuola tagliate e annodate, Diana Blefari Melazzi si &egrave; tolta la vita. Ad accorgersi quasi subito dell&#39;accaduto sono stati gli agenti di polizia penitenziaria: hanno provato a rianimarla senza per&ograve; riuscirvi. <br /><br />&quot;Siamo sotto choc, abbiamo fatto tante battaglie, abbiamo cercato in tutti i modi di far riconoscere il suo profondo disagio. Ora &egrave; troppo tardi&quot;, commenta l&#39;avvocato Caterina Calia. Il suo collega Valerio Spigarelli, ammette di essere sconvolto cos&igrave; come non gli era mai capitato. &quot;Il suo suicidio era prevedibile - fa eco il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni - Le mie collaboratrici mi dicevano che era un caso drammatico&quot;. E la polizia penitenziaria, prima ancora che qualcuno sollevi dubbi sulla vigilanza della detenuta, fa sapere tramite una nota del sindacato Osapp: &quot;Non abbiamo bisogno altre polemiche. Rebibbia &egrave; uno dei carceri pi&ugrave; grandi d&#39;Europa con il maggior disavanzo a livello di personale&quot;. <br /><!-- fine TESTO -->]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Sun, 01 Nov 2009 12:04:44 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Ergastolano si suicida nel carcere di via Burla</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=comunicati&amp;id=39</link>
            <description><![CDATA[<p>Un presunto affiliato alla &#39;ndrangheta, il 52enne Francesco Gozzi, esponente della cosca Latella di Reggio Calabria, si sarebbe suicidato nel carcere di Parma dove stava scontando, in regime di 41 bis, la condanna all&rsquo;ergastolo. Lo scrive il quotidiano &laquo;Gazzetta del Sud&raquo;.<br />Gozzi si &egrave; impiccato utilizzando alcuni fogli di giornale intrecciati in modo da formare una corda. La Procura di Bologna ha avviato un&rsquo;inchiesta ipotizzando il reato di istigazione al suicidio. In precedenza Gozzi aveva attuato altri due tentativi di suicidio.<br />Stando a quanto scrive la Gazzetta del Sud&raquo;, Gozzi era psicologicamente provato dal regime carcerario cui era sottoposto. Una situazione che era stata segnalata dai difensori di Gozzi, gli avvocati Carmelo Malara e Lorenzo Gatto, che avevano chiesto, senza ottenere alcuna risposta, il trasferimento dell&rsquo;ergastolano in un centro clinico specializzato.</p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Fri, 30 Oct 2009 10:31:50 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>SCANDALOSO:Stefano sarebbe morto in carcere per una caduto </title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[<p>ROMA &ndash; Bisogna giungere alla verit&agrave; nel pi&ugrave; breve tempo possibile. E&rsquo; questo l&rsquo;appello lanciato nuovamente dalla famiglia del giovane Stefano Cucchi, il ragazzo morto inspiegabilmente mentre era detenuto nel carcere Regina Coeli di Roma, in occasione della conferenza stampa organizzata gioved&igrave; al Senato.</p><p align="justify">Nel corso&nbsp; dell&rsquo;appuntamento con i cronisti a Palazzo Madama, promosso dal presidente dell&rsquo;Associazione &lsquo;A buon diritto&rsquo;, Luigi Manconi, a cui hanno partecipato il legale dei Cucchi, Fabio Anselmo, e alcuni parlamentari, tra i quali Emma Bonino, Rita Bernardini, Felice Casson e Renato Farina, sono state distribuite le foto scattate a conclusione dell&rsquo;autopsia sul corpo del ragazzo. Immagini che mostrano chiaramente il volto tumefatto di Stefano e i numerosi traumi su tutto il corpo. Il giovane avrebbe riportato, infatti, numerose contusioni, l&rsquo;arretramento di un bulbo oculare, una frattura alla mascella e numerosi danni alla dentatura. </p><p align="justify">Segni, questi, che rendono quantomeno discutibile la versione della caduta dalle scale &nbsp;&nbsp;</p><p align="justify">&ldquo;L&#39;atto di morte &egrave; stato acquisito dal pm - ha spiegato il legale Fabio Anselmo, che ha seguito anche la vicenda del giovane Federico Aldrovandi - per cui non abbiamo in mano nulla, se non le foto scattate dall&#39;agenzia funebre e un appunto del medico legale. Non sono stati riscontrati traumi lesivi, a quanto appare, che possono averne causato la morte. Si parla di ecchimosi ed escoriazioni e sangue nella vescica, per cui &egrave; difficile sapere quando e soprattutto come &egrave; morto&rdquo;.</p><p align="justify">Ci&ograve; che &egrave; certo &egrave; che Stefano venne fermato il 15 ottobre scorso per detenzione di sostanze stupefacenti al Parco degli Acquedotti di Roma e che &egrave; morto al nosocomio capitolino Sandro Pertini il 22 ottobre, dopo il ricovero al Fatebenefratelli e la detenzione al Regina Coeli. In tutto questo lasso di tempo, dal fermo alla morte, ai familiari non &egrave; stato permesso di visitarlo. </p><p align="justify">Le spiegazioni fornite in Parlamento dal Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha parlato di una &ldquo;caduta accidentale dalle scale&rdquo;, non sono per nulla sufficienti. La famiglia continua a chiedere che si faccia piena luce sul caso, senza reticenze di sorta. Il padre di Stefano chiede la verit&agrave; anche al ministro La Russa. &ldquo;Mio figlio in quei momenti era sotto la tutela dello Stato &ndash; ha detto Giovanni Cucchi - dunque questa vicenda non pu&ograve; passare sotto silenzio. E dato che &egrave; stato preso in consegna dai Carabinieri chiediamo chiarezza anche al ministro della Difesa Ignazio La Russa&rdquo;.<br />Della vicenda si &egrave; interessata anche l&rsquo;associazione Antigone, il cui presidente Patrizio Gonnella afferma: &ldquo;Abbiamo fatto una ricostruzione fedele dei giorni che vanno dall&#39;arresto di Stefano Cucchi alla sua autopsia, di cui stiamo ancora aspettando l&#39;esito&rdquo;. All&rsquo;agenzia Cnr Media, Gonnella sottolinea come &ldquo;le fotografie [del giovane deceduto ndr.] parlano da sole, cos&igrave; eloquenti da diventare imbarazzanti&rdquo;. Impossibile quindi che sia caduto: &ldquo;Dovrebbe essere caduto prima di schiena e poi di faccia, molto strano e difficile. Forse solo una caduta sugli sci potrebbe causare danni cos&igrave; disparati e diffusi&rdquo;. Da qui la necessit&agrave; di &ldquo;un&#39;inchiesta rapidissima, altrimenti &ndash; conclude Gonnella &ndash; potrebbe diventare melmosa, come in altri casi. I fatti sono facili da accertare: si possono sapere rapidamente i nomi dei carabinieri che hanno arrestato Stefano Cucchi, si interrogano, si scopre la verit&agrave; in meno di 48 ore&rdquo;.</p><p align="left">foto e aggiornamenti su: http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=7254:la-famiglia-cucchi-invoca-giustizia-per-stefano-le-foto-shock-del-ragazzo&amp;catid=90:cronaca&amp;Itemid=288</p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Thu, 29 Oct 2009 23:38:24 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>DENUNCIA DELLA FAMIGLIA DI STEFANO CUCCHI, ASSISTITA DAL LEGALE CHE SEGUì IL CASO DI FEDERICO ...</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold">ROMA </span></p>- &laquo;Vogliamo la verit&agrave; sulla morte di Stefano. Quando lo hanno arrestato stava bene. La mattina dopo aveva il volto tu&shy;mefatto. Sei giorni pi&ugrave; tardi &egrave; morto, senza che noi potessi&shy;mo vederlo prima...&raquo;. &Egrave; lo sfo&shy;go di Ilaria, sorella di Stefano Cucchi, 31 anni, geometra nello studio di famiglia nel quartiere Casilino. Il ragazzo, basso di statura e molto magro, &egrave; stato arrestato la notte del 16 ottobre nel par&shy;co Appio Claudio. I carabinieri lo hanno bloccato mentre spac&shy;ciava droga: ecstasy, cocaina e marijuana. Cucchi, piccoli pre&shy;cedenti alle spalle, &egrave; stato ac&shy;compagnato a casa dove viveva con i genitori per la perquisizio&shy;ne. Il padre e la madre lo hanno visto che &laquo;camminava sulle pro&shy;prie gambe - ricordano - . Era preoccupato, &egrave; normale, ma sta&shy;va bene. E non aveva alcun se&shy;gno sul viso&raquo;. <p>&nbsp;</p><p><span style="font-weight: bold">La mattina suc&shy;cessiva, al termine dell&rsquo;udienza di convalida in tribunale,</span> il ra&shy;gazzo &egrave; stato condotto a Regina Coeli dopo che i carabinieri lo avevano consegnato alla poli&shy;zia penitenziaria. &laquo;Non c&rsquo;&egrave; sta&shy;to alcun maltrattamento&raquo;, assi&shy;curano i militari dell&rsquo;Arma. Cucchi, secondo la ricostru&shy;zione dei carabinieri, ha trascor&shy;so la notte dell&rsquo;arresto in came&shy;ra di sicurezza nella stazione Tor Sapienza. &laquo;Appena arrivato ha detto di essere epilettico - ag&shy;giungono i militari dell&rsquo;Arma &shy;. In quella stessa notte il pianto&shy;ne l&rsquo;ha sentito lamentarsi. Tre&shy;mava, aveva mal di testa. Cos&igrave; &egrave; stata chiamata un&rsquo;ambulanza, ma Cucchi ha rifiutato le cure e non &egrave; voluto andare in ospeda&shy;le. Poi si &egrave; messo a dormire e la mattina &egrave; stato condotto in tri&shy;bunale &raquo;. Quando il giovane &egrave; arrivato in carcere &egrave; apparso per&ograve; in pre&shy;carie condizioni. &Egrave; finito al pronto soccorso, &laquo;per dolori al&shy;la schiena&raquo;, spiegano Luigi Manconi e Patrizio Gonnella, delle associazioni &laquo;A buon dirit&shy;to &raquo; e &laquo;Antigone&raquo;, e il giorno successivo nel reparto peniten&shy;ziario del &laquo;Pertini&raquo;. L&igrave; &egrave; morto per arresto cardiaco la notte di gioved&igrave; scorso. E solo allora ai genitori e alla sorella &egrave; stato permesso di vederlo, ma da die&shy;tro una vetrata: &laquo;Aveva il volto pesto, un occhio fuori dal bul&shy;bo, la mandibola storta&raquo;, rac&shy;contano.</p><p><span style="font-weight: bold">Ora si attende l&rsquo;esito dell&rsquo;autopsia</span>, gi&agrave; effettuata, &laquo;senza darci il tempo di nomi&shy;nare un perito di fiducia, anche se sembra che Stefano avesse tre vertebre rotte&raquo;, sottolinea Ilaria, che ha nominato come le&shy;gale Fabio Anselmo: &egrave; lo stesso che ha assistito <a rel="nofollow" href="http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_06/poliziotti_condanna_aldrovandi_da4c5380-6a4c-11de-801a-00144f02aabc.shtml"><u>la famiglia di Fe&shy;derico Aldrovandi, il giovane morto a Ferrara nel 2005 dopo una colluttazione con alcuni po&shy;liziotti che lo stavano arrestan&shy;do</u></a>. &laquo;Vogliamo la verit&agrave; - con&shy;clude Ilaria - Stefano era un bra&shy;vo ragazzo. Avr&agrave; pure commes&shy;so qualche errore, ma non dove&shy;va morire cos&igrave;&raquo;. </p><!-- google_ad_section_end --><p class="footnotes">Paolo Foschi e Rinaldo Frignani<br />Corriere della sera, edizione romana pagina 5 <br /><strong>27 ottobre&nbsp;2009</strong></p><p class="footnotes"><strong>AGGIORNAMENTI E FOTO DEL CADAVERE DI STEFANO: <a href="http://www.cnrmedia.com/notizia/newsid/6267/il-caso-di-stefano-cucchi-morto-per-una-caduta-in-carcere-ecco-le-foto-mostrate-dalla-famiglia.aspx">http://www.cnrmedia.com/notizia/newsid/6267/il-caso-di-stefano-cucchi-morto-per-una-caduta-in-carcere-ecco-le-foto-mostrate-dalla-famiglia.aspx</a></strong></p><p class="footnotes">&nbsp;</p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Thu, 29 Oct 2009 23:15:27 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>“Direttrice del Pagliarelli intercettava i detenuti&quot;</title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php?page=comunicati&amp;id=38</link>
            <description><![CDATA[<p>E&rsquo; accusata di aver intercettato abusivamente tutte le chiamate in entrata e in uscita dal carcere Pagliarelli. Con questa accusa il procuratore aggiunto Leonardo Agueci e il sostituto Antonio Altobelli della procura della Repubblica di Palermo hanno chiesto il rinvio a giudizio della direttrice dell&rsquo;istituto penitenziario, Laura Brancato.</p><p>Il capo d&rsquo;imputazione, come ricostruisce oggi l&rsquo;edizione locale di Repubblica, fa riferimento al reato previsto dall&rsquo;articolo 617 bis: &ldquo;Installazione di apparecchiature atte a intercettare&rdquo;. I magistrati ipotizzano anche i reati di truffa, falso e abuso d&rsquo;ufficio: al direttore del Pagliarelli viene infatti contestato di avere usufruito di esami e servizi sanitari gratuiti previsti solo per i detenuti. I magistrati hanno sollecitato il rinvio a giudizio anche per l&rsquo;ex dirigente sanitario del carcere, Sergio Cavallaro, che avrebbe agevolato il direttore. L&rsquo;inchiesta &egrave; scaturita dall&rsquo;esposto presentato da un sindacalista della polizia penitenziaria. L&rsquo;avvocato Vincenzo Lo Re, legale della Brancato, sostiene che nell&rsquo;ufficio del direttore &ldquo;c&rsquo;&eacute; solo un normale centralino dal quale non &egrave; possibile effettuare alcuna intercettazione&rdquo; e si dice certo di riuscire a confutare anche le altre accuse.</p><p>&nbsp;</p><p>da: <a href="http://www.livesicilia.it/">www.livesicilia.it</a></p>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Thu, 29 Oct 2009 23:10:40 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Pistoia: Liberi tutti. Subito! </title>
            <link>http://www.yairaiha.org/index.php</link>
            <description><![CDATA[Nella giornata di domenica a Pistoia sono stati arrestati due nostri compagni (tre in tutto) con l&#39;accusa di lesioni e devastazione di un circolo fascista di Casa Pound.Innanzitutto ribadiamo la totale estraneit&agrave; degli arrestati a quei fatti visto che sono stati condotti in questura dopo oltre tre ore dagli stessi, prelevati da un circolo Arci a poche centinaia di metri da Casa Pound mentre stavano facendo un&#39;assemblea regionale sul tema delle ronde.E&#39; quantomeno strano che persone che avrebbero compiuto un&#39;irruzione all&#39;interno di una sede fascista si ritrovino poi tranquillamente a poche centinaia di metri in assemblea senza preoccuparsi minimamente di eventuali rappresaglie o interventi delle forze dell&#39;ordine. Esistono inoltre palesi contraddizioni, riportate anche dalla stampa, circa i partecipanti all&rsquo;assemblea, che risultano completamente differenti dai profili attribuiti ai presunti autori del fatto.A parte questa evidenza che smonta a priori la tesi degli inquirenti, non si capisce poi su quali basi siano stati comminati i tre arresti che rimangono in ogni caso una misura ingiustificabile per quel tipo di capi d&#39;accusa. Probabilmente la presenza di un esponente del PdL all&#39;interno della struttura al momento dell&#39;irruzione ha fatto si che ci fossero pressioni politiche sulla questura stessa che per fare venti identificazioni ha impiegato 12 ore in cui non era nemmeno possibile parlare con chi stava dentro e nemmeno fornire assistenza medica ad una ragazza che necessita di una terapia particolare per problemi di salute.Un atteggiamento di rappresaglia da parte della questura di Pistoia che non ha mai avuto nei confronti di ben due sedi fasciste che sono aperte nel giro di un paio d&#39;anni in citt&agrave;: quella di Casa Pound e quella di Forza Nuova. Due gruppi di estrema destra che ormai scorrazzano anche in molte altre citt&agrave; della Toscana, tollerati e spesso coperti da amministrazioni e forze dell&#39;ordine. La presenza di un consigliere del PdL all&#39;interno della struttura ne &egrave; un esempio lampante. Alla luce dei fatti espost, chiediamo l&#39;immediata scarcerazione dei compagni ingiustamente detenuti.Al fianco dei tre compagni e di tutti gli antifascisti.<br /><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>Movimento Antagonista Livornese</strong></div><div align="justify"><strong>aggiornamenti su: <a href="http://www.senzasoste.it/"><font color="#2d74bc">Senza Soste.it</font></a><br /></strong>&nbsp;</div>]]></description>
            <author>Associazione Yairaiha ONLUS</author>
            <pubDate>Wed, 14 Oct 2009 11:50:28 +0100</pubDate>
        </item>
    </channel>
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